Mosaico Basilica di San Vitale (Paolo Gallo / Shutterstock.com)

Tema del meeting internazionale, in programma nella sala “Martini” sarà l’esigenza di condividere valori, bisogni, sia la voglia di collaborare a progetti comuni inerenti l’arte musiva

La città di Ravenna e la città giordana di Madaba, nella giornata di domani, sabato 26 novembre, nella sala “Martini” del Mar, il museo d’arte della città di Ravenna, organizzano un convegno, che rientra nel programma della settima edizione della “Biennale di mosaico contemporaneo”, in programma nella città bizantina fino a lunedì 27 novembre, al quale partecipano città d’Europa e città del Mediterraneo accomunate da un’importante tradizione musiva.

L’idea di avviare un network internazionale di città nasce dall’esigenza di condividere valori, bisogni, e dal desiderio di collaborare a progetti comuni inerenti il mosaico. Ravenna, riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco, nel 1996, per gli otto monumenti paleocristiani, e Madaba, parte della rete Unesco del “Creative cities network” per la filiera del mosaico, sono famose nel mondo per i loro preziosi mosaici.

È stato individuato un primo nucleo, che si intende ampliare, di città di diversi Paesi in Europa e di diversi Paesi nel Mediterraneo, per questo primo incontro finalizzato sia al confronto e alla costituzione di una collaborazione di lungo periodo, sia alla riunione di sindaci, di amministratori e di esperti provenienti da diverse città italiane e diverse città straniere, nonché enti e organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano di valorizzazione e di promozione del patrimonio culturale, del settore culturale e creativo, e di cooperazione internazionale.

Alla chiamata, partita da Ravenna e da Madaba, hanno risposto, con interesse, diverse città dell’area euro-mediterranea. Esse, di seguito elencate in base alle partecipazioni, al momento, confermate, parteciperanno o in presenza, oppure collegate online:

  • Spilimbergo, in provincia di Pordenone
  • Aquileia, in provincia di Udine
  • Monreale, in provincia di Palermo
  • Colonia, in Germania
  • Devnya, in Bulgaria
  • Gaziantep, in Turchia
  • Istanbul, in Turchia
  • Gerico, in Palestina

Inoltre, sono previste anche le partecipazioni di Laura Acampora, funzionaria dell’ufficio Unesco del ministero della cultura, che si collegherà al convegno da remoto; di Shermine Dajani, presidente del “f”Forum di cooperazione Italia–Giordania”; e di George Tabakov, presidente del “Bulgaria economic forum”.

Il meeting, infine, rappresenta la prima occasione internazionale per condividere esperienze e per confrontarsi su un concept e su un percorso finalizzato alla creazione di una rete di cooperazione tra città del mosaico, promuovendo la tutela e la conservazione dei patrimoni del territorio ravvenate. La condivisione di esperienze e di competenze relative non solo alla tutela, alla valorizzazione e alla fruizione del mosaico, bensì anche all’alta formazione, sarà, quindi, sviluppata attraverso programmi di scambio, dove affrontare temi quali l’impatto del cambiamento climatico sul patrimonio culturale, la valorizzazione, e lo scambio culturale e artistico.

In merito al convegno in programma nella giornata di domani, sabato 26 novembre, nella sala “Martini” del Mar, il museo d’arte della città di Ravenna, e parte del programma della settima edizione della “Biennale di mosaico contemporaneo”, si è espresso con le seguenti parole Fabio Sbaraglia, assessore alla cultura del comune di Ravenna: “Il mosaico rappresenta l’identità più profonda di Ravenna. La fama della nostra città nel mondo è, certamente, legata all’eredità musiva paleocristiana e bizantina; ma Ravenna, nel corso del Novecento, ha saputo riscoprire e rinnovare il suo rapporto col mosaico, a partire dalle attività di restauro dei monumenti storici, dalla fondazione della scuola di mosaico in seno all’accademia di belle arti, nel 1924, e grazie al sapiente operato di diverse generazioni di restauratori, di mosaicisti, di artisti e di intellettuali, che, negli anni, hanno costruito qui una scena artistica e di alto artigianato, che è stata, in larga parte, protagonista di questa ultima ‘Biennale’. È, soprattutto, grazie a questo prezioso percorso che Ravenna si riconosce come città del mosaico, ed è grazie a queste esperienze che, oggi, è possibile immaginare un futuro che rilanci ulteriormente in seno ai linguaggi musivi quella tensione tra tradizione e tra sperimentazione che sta alla base delle più interessanti traiettorie del contemporaneo. Con questo convegno internazionale, desideriamo, insieme con la città di Madaba, cominciare a percorrerne di nuove e di sempre più stimolanti, coinvolgendo le realtà che, con noi, condividono sia la profonda radice storico-culturale della tradizione musiva, sia la volontà di renderla sempre più viva e attuale”, ha concluso Sbaraglia.