Dal 15 giugno laboratorio di ricamo gratuito al Classis con la giovane artista Hagar Keshk, dal 17 il museo diventa “fabbrica della arti” tra concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori

Sono stati chiamati e hanno risposto: sono gli oltre 130 giovani e giovanissimi – dai 25 anni in giù e da tutta la penisola – che hanno accolto l’invito della Chiamata alle arti, l’inedito progetto di Ravenna Festival con cui Cristina Mazzavillani Muti si è ancora una volta messa all’ascolto della nuova generazione di creativi. Fra loro c’è anche l’artista italo-egiziana Hagar Keshk, che ci invita a riflettere sugli invisibili legami che ci uniscono e ci rendono comunità attraverso il ricamo, per fissare parole e pensieri sulla stoffa fino alla creazione di un’opera collettiva. Per la profonda affinità con lo spirito della Chiamata, il laboratorio di ricamo a cura di Hagar che si apre sabato 15 giugno rappresenta una significativa anteprima alle quattro giornate dal 17 al 20 giugno, quando il programma ideato da Michele Marco Rossi e Anna Leonardi farà del Museo Classis una “fabbrica delle arti”, fra concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori e tanto spazio per l’immaginazione, le idee e i linguaggi dei giovani partecipanti.

Il laboratorio di ricamo è gratuito su iscrizione e aperto a tutti senza limiti di età e si svolgerà dalle 15 alle 17 di sabato 15 e dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30 nei giorni successivi, fino al 20 giugno compreso. Gli iscritti potranno partecipare a tutte le giornate o solo ad alcuni momenti (info e iscrizioni: chiamataallearti2024@gmail.com).

“Se ci rendiamo davvero disponibili ad ascoltare e a vedere questi nostri meravigliosi giovani, con mente e cuore aperti, ci mettiamo nella condizione di essere sorpresi dal loro sguardo sul mondo. E quando non pretendiamo di impartire lezioni, sono loro a insegnarci qualcosa di inaspettato e prezioso,” sottolinea Cristina Muti, per la quale la Chiamata alle arti è la nuova tappa di un lungo percorso di attenzione e cura nei confronti delle nuove generazioni, cominciato quasi trent’anni fa con laboratori nell’ambito dell’opera lirica e continuato più recentemente con le audizioni dedicate alle energie creative della Romagna. “Non abbiamo posto limiti ai linguaggi, alle tecniche e agli stili con cui rispondere alla Chiamata, privilegiando la libertà e la spontaneità. Ed è così che, nella ricerca artistica di una giovane donna come Hagar Keshk, una pratica antica come il ricamo, tradizionalmente femminile e di comunità e diffusa in tante e diverse culture, diventa un contemporaneissimo esercizio di dialogo, espressione, condivisione. Esattamente quello che vogliamo per la ‘fabbrica delle arti’ di Classis”.

“Ricamare significa fissare le parole e i pensieri che vengono donati e quindi prendersene cura – spiega Hagar Keshk, che è nata e si è formata a Roma e la cui ricerca si sviluppa in opere relazionali e collettive che hanno per protagonisti le stoffe e il ricamo – Questi laboratori sono momenti di divertimento e di dialogo, durante i quali si impara a ricamare mentre i pensieri passano di mano in mano, finché non vengono fissati con il filo sulla stoffa. Dare una forma visiva ai legami invisibili fra le persone ci aiuta a prenderne consapevolezza e il risultato finale è un’opera collettiva, creata dalla comunità. Dopo aver proposto laboratori attorno al significato che per i partecipanti hanno parole come ‘amore’, ‘paura’ o ‘casa’, a Classis Ravenna chiederò: cos’è per te il perdono? I pensieri così stimolati e raccolti, al contempo personalissimi e universali, saranno fissati nel ricamo e ogni singolo ricamo diventerà parte di un unico grande arazzo che offriremo in dono al museo.”

Il laboratorio di ricamo è il primo passo di quella pacifica e creativa adunata che dal 17 al 20 giugno, attraverso una varietà di linguaggi (dalla fotografia al video, dalla poesia al rap e alla trap, dalle arti visive tradizionali a quelle più innovative, dalla composizione musicale all’installazione e molto altro…) trasformerà il Museo Classis in una residenza artistica a porte aperte.Quattro giorni di festa tra concerti, incontri, installazioni, mostre e laboratori, grazie all’accoglienza curata dalla direttrice di RavennAntica Francesca Masi e a ospiti e artisti come Valerio Magrelli, la Filarmonica Toscanini, l’Orchestra Cherubini, Teatri 35, Tito Ceccherini, Marco Angius, Michele Marco Rossi, Davide Bardi, Valerio Sannicandro, Nicolò Tuccia, Samuele Telari…

L’ingresso è libero, dalle 10 del mattino ai concerti della sera (questi su prenotazione), grazie al sostegno di Gruppo Hera e CNA Ravenna. Scopri il programma dettagliato su ravennafestival.org