Mostre: il cuore della regione fiorisce d’arte
Un viaggio tra le esposizioni in Emilia-Romagna
Chi percorre la via Emilia, e oltre, in questi giorni sta attraversando una delle concentrazioni di mostre più dense che questa regione abbia mai offerto. Si incontrano il Barocco europeo, la metafisica di De Chirico, la grafica giapponese di Hokusai, le porcellane di Doccia, i robot visionari di Moreni, la pittura libera e luminosa di Velda Ponti.
A Forlì, al Museo Civico San Domenico, cuore pulsante dell'arte in regione. In mostra duecento capolavori per raccontare il Barocco, un grande “teatro delle idee” dal Seicento in poi. Bernini, Borromini, Caravaggio, Rubens, Van Dyck da un lato; Bacon, De Chirico, Fontana e Boccioni dall'altro. Dodici sezioni, prestiti dall'Albertina di Vienna, dal Prado, dai Musei Vaticani, dagli Uffizi. È la mostra dell'anno in Italia. Fino al 28 giugno.
Faenza - capitale mondiale della ceramica - il MIC propone fino al 2 giugno “Alchimia Ginori 1737-1896”. Due secoli di storia della manifattura di Doccia con oltre duecento capolavori: sculture in porcellana, decorazioni pittoriche, innovazioni tecniche che hanno fatto della Ginori un laboratorio dove arte e scienza si sono inseguite per generazioni. Ogni sabato pomeriggio alle 16 visite guidate.
A Modena il Palazzo dei Musei ospita fino al 12 aprile “Giorgio de Chirico. L’ultima metafisica”. Cinquanta opere del maestro, tutte dalla Fondazione a lui dedicata, appartenenti alla sua stagione neometafisica degli anni Settanta, quando il maestro tornò ai suoi manichini e alle sue Piazze d'Italia con uno sguardo completamente mutato. Un percorso capace di far sentire il respiro di un artista capace di uno sguardo innovativo anche a ottant'anni.
Al MAR - Museo d'Arte della città di Ravenna - continua il grande ciclo dedicato a Mattia Moreni, pittore pavese di nascita ma romagnolo per scelta e per destino, una delle figure più originali e necessarie dell'arte italiana del dopoguerra. La tappa ravennate è l’ultima di un progetto che ha attraversato tutta la Romagna da settembre: qui si racconta l'ultimo Moreni, quello degli anni Ottanta e Novanta, le serie della “Regressione della Specie e degli Umanoidi”.
A Bologna, al Museo Civico Archeologico, prosegue fino al 6 aprile la mostra sulla grafica giapponese “da Hokusai al manga”, un viaggio affascinante in una cultura che ha reinventato il rapporto tra segno, immagine e racconto. Oltre duecentocinquanta opere: stampe ukiyo-e, libri illustrati, katagami, manifesti, fino alle pagine del manga contemporaneo. Un percorso che spiega perché il Giappone abbia conquistato l'immaginario occidentale.
Infine Brisighella. Il Museo Civico C. Ugonia e Galleria “Domenico Dalmonte” ospitano fino all'11 aprile “Trame di luce”, dedicata a Velda Ponti, grande figura della pittura italiana del Novecento. Nata a Faenza nel 1934 e vissuta a Brisighella fino alla morte nel 2020, Ponti fu una pittrice di razza autentica, nutrita delle avanguardie nord-europee e del gruppo CoBrA, capace di trasformare il segno e il colore in un linguaggio di straordinaria libertà espressiva. Queste sale restituiscono tutta la sua potenza: una pittura che parla ancora, con la stessa forza e la stessa freschezza di sempre.