Oggi, nell’Aula Magna dell’Istituto Professionale Agricoltura e Ambiente Persolino di Faenza, sono stati presentati i risultati dell’attività realizzata all’interno del progetto “Interventi di supporto all’assistenza tecnica per un’agricoltura sostenibile – 2010”, progetto che rientra nel Programma Provinciale dei Servizi di Sviluppo al Sistema Agro-Alimentare.

 

Il preside dell’Istituto Persolino, ingegnere Alberto Ragnetti, e il collaboratore del preside, professore Eraldo Tura, hanno fatto gli onori di casa e ringraziato l’Azienda Sperimentale “M. Marani”, il CRPV-Centro Ricerche Produzioni Vegetali e ASTRA, per l’importante ruolo svolto nella sperimentazione agronomica. 

 

 

Singolare e molto apprezzata dagli studenti, spiegano gli esperti, è stata la presentazione della ricerca condotta da Lamberto Dal Re, direttore dell’Azienda Sperimentale “M. Marani” di Ravenna,  sui danni da storno alle colture, nello specifico ai frutteti.

La sagoma di un falco pellegrino (o poiana), posata su un’asta di circa 3 metri, con altoparlante inserito, riproduce e amplifica i versi di vari uccelli. Il principio si base sull’istintualità dei volatili, portati a scappare di fronte a chi potrebbe catturarli e ucciderli, ovvero i rapaci.

 

La prova con questo falco è stata fatta su vigneto, varietà trebbiano, nell’Azienda Agricola Calderoni Roberto di Savarna, e i danni da avifauna sono stati, nel 2010, irrilevanti; su meleto misto nell’Azienda Agricola Sartoni e Baraccani di San Marco e anche qui è stato un successo; su ciliegio nell’Azienda Agricola Amadio di Piangipane, che fa agricoltura biologica e dove i danni nel 2009 erano stati importanti, nonostante l’impiego per la difesa di cannoncini a gas, che sono sempre dissuasori acustici, a cui però i volatili si abituano in breve tempo. Ebbene, nel 2010, grazie al falco l’incidenza dei danni è stata molto contenuta, entro il 10%, e non da storni, ma da gazze, merli e rigogoli.

 

Questo sistema non è ormai più in fase sperimentale, ma anzi ci sono aziende che già gestiscono la difesa dei frutteti in tal modo. Diversi anche i produttori del falcone, i cui prezzi oscillano fra i 400 e i 500 euro a impianto che si ammortizzano facilmente se si ha la possibilità di farlo ruotare su appezzamenti di terreno.

 

Angelo Innocenti ha riferito invece della sperimentazione, presso l’Azienda Sperimentale “M.Marani”, di “Coltivazione erbacee da biomassa: il mais” riportando dati incoraggianti sulla produttività agronomica delle diverse varietà di mais e il loro potere energetico.

 

Angelo Sarti di Astra Innovazione e Sviluppo Imola ha parlato di un’altra sperimentazione: “Coltivazioni erbacee da biomassa: Sorgo”. In questo caso si sono poste a confronto, fra il 2009 e il 2010, varietà di sorgo per ottenere materia prima organica idonea alla produzione di biogas, con incrementi di produttività fino al 22%.