L’isola non possiede una biblioteca. L’appello sui social network del sindaco Giusi Nicolini

 ”Voi ci vivreste in una città dove non è possibile comprare libri? Io non credo!”. Lampedusa non ha nè una biblioteca, nè un negozio dove acquistare libri. Perciò nei mesi scorsi il sindaco dell’isola sicula Giusi Nicolini aveva lanciato un appello su Facebook: “se avete libri soprattutto per bambini e ragazzi che avete già letto, aderite all’iniziativa! Spediteli al seguente indirizzo: Giusi Nicolini, sindaco, via Cameroni, 92010 Lampedusa (Agrigento). Il pacco dovrà essere accompagnato da una lettera dove si specifica che: “A seguito della segnalazione di Rosi Mainardi, si fa donazione dei libri per la prossima apertura della Biblioteca Ibby di Lampedusa”. Grazie mille a tutti quelli che parteciperanno!”.
A seguito di questo appello, la biblioteca di Solarolo si è mobilitata e ha aderito all’iniziativa: “Abbiamo raccolto una ventina di libri e presto li spediremo a Lampedusa”, dichiara Tamara Fagnocchi, Assessore alla Cultura del Comune di Solarolo, che intanto ha inviato una lettera a Giusi Nicolini: “L’idea di spedirvi libri è partita ad agosto; intanto è successo quello che tutto il mondo sa. In realtà a Lampedusa succede da anni, direi decenni: con l’indifferenza di tutti, la gente muore e finisce in fondo al mare. Nel frattempo c’è lo scandalo, la vergogna e l’indignazione. Nel frattempo la coscienza dimentica, le urla di indignazione ammutoliscono e il problema rimane. Perciò in questo scatolone vorrei mettere molto più di questi libri. Vorrei metterci la stima, la solidarietà, l’amicizia, il calore. E’ solo un segno, un primo passo di umanità e generosità. Se aveste in cambio un libro per ogni vita che avete accolto, ospitato, sfamato, avreste una Biblioteca enorme”.