Chi è Michele Guidi, in arte Mecco, il musicista che è entrato nella playlist di una delle trasmissioni più celebri del mondo…

Avete presente le quattro amiche newyorchesi e le loro fashionissime storie ambientate nei quartieri più “in” della Grande Mela? Proprio Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte dell’indimenticabile Sex and the City? Sembra curioso ma le sue note sono arrivate anche là, nella colonna sonora di uno dei telefilm americani più famosi della storia della TV. Stiamo parlando di Mecco Guidi, musicista ravennate che grazie al suo stile e ad un’abilità fuori dal comune alle tastiere e all’organo Hammond sta conquistando la sua vasta fetta di pubblico e collaborazioni prestigiose al di qua e al di là dell’Oceano. Gli anni di mestiere non sono pochi (più di 20 ); anni in cui si è lanciato in decine di progetti, passando dal jazz (suo grande amore ) alla musica commerciale  (“E’ un mondo non facile e un musicista deve anche un po’ adattarsi” spiega), e vivendo situazioni al limite del surreale.

Come quando si è trovato, primo pianista Hammond della storia, a suonare in Siberia con Jimmi Owens, o come quella volta che si è esibito sotto le piramidi di Giza. Ma non è tutto: perché se non è così frequente ritrovarsi a lavorare a Brooklyn nello studio in cui Amy Winehouse ha registrato il suo disco più venduto, forse lo è ancora meno finire nella playlist del David Letterman Show con un brano che diventa poco dopo singolo della settimana su I-Tunes: si tratta di “I did we lose it” tratto dall’album “Who knows”, realizzato in collaborazione con Luca Sapio, nuova voce del soul italiano.

Se gli si chiede cosa sente ancora mancante tra le decine di pagine da incorniciare del suo CV, ti risponde – forse un po’ inaspettatamente che “Una partecipazione a Sanremo come autore non ci starebbe proprio male. Lo si può criticare, certo, ma è ancora una vetrina importante”.

Intanto “si consola” con le collaborazioni di questi ultimi anni: da Franco Califano a Mario Biondi, passando per Raphael Gualazzi e Cesare Cremonini (con il quale lavora da 13 anni), solo per citare alcuni fra gli italiani. “Di Franco Califano, con cui ho fatto diverse serate, ho splendidi ricordi – racconta – era sicuramente una persona fuori dai ‘canoni’, ma riusciva a metterci a nostro agio come pochi”. “Il periodo in cui ho collaborato con Mario Biondi è stato, invece, tra i più singolari – continua -. Mi sono ritrovato a vivere con lui a New York per lavoro (per registrare il disco “Whisky a Go Go” distribuito dalla Irma Records in America, Giappone ed Europa, n.d.r) in un appartamento in cui la mia mansione principale era fare il ragù. Straordinario”.

Tra i progetti attuali c’è invece la produzione del primo disco di Martha High, che per trent’anni è stata corista di James Brown: “Con Luca Sapio abbiamo una nostra etichetta con sede a Roma attraverso la quale ci occupiamo di soul rigenerato, tra vecchio e nuovo – spiega Mecco Guidi -. Con Martha High abbiamo accettato una scommessa in cui crediamo molto. Ad ottobre faremo uscire il suo primo disco. Ha settant’anni ed è una forza della natura”.

Nonostante gli impegni internazionali Mecco non è tra quelli che lasciano facilmente la propria terra d’origine. Tanti sono i suoi impegni anche nel ravennate: fra gli ultimi un concerto, a Villa Alma, domani 8 settembre, al quale parteciperà anche Gloria Turrini, “Si chiama ‘Note di fine Estate’ ed è una serata che organizziamo da 5 anni – spiega Mecco – ma stavolta ce la siamo autoprodotta. Sarà un ritrovo di più generazioni di artisti, con un repertorio unico che nasce proprio dall’incontro. Musica vera per una serata vera… e irripetibile”.

 

Carmen Nardi