I medici dopo aver rilevato una sofferenza fetale non ricoverarono la donna

Una storia difficile 

Una storia difficile, quella di questa famiglia che ha dovuto ricorrere al pignoramento per ottenere il risarcimento da parte dell’Ausl.

La storia

Cominciò tutto un giorno del 2004 quando, giunta alla 38esima settimana, una madre si reca all’ospedale di Lugo per un controllo della gravidanza gemellare.

I medici rilevarono un’insofferenza fetale, ma non ricoverarono la donna in quanto non erano disponibili nè culle termiche nè un’ambulanza. 

La donna dovette recarsi allora con i mezzi propri all’ospedale di Ferrara dove nacquero le bambine. La prima, ormai asfittica, riportò una gravissima paralisi cerebrale.

Il risarcimento

A giugno il Tribunale civile di Ravenna ha condannato l’Ausl Romagna a risarcire con 1,7 milioni di euro la famiglia della ragazzina, che oggi ha 14 anni, rimasta gravemente invalida a seguito del parto. Nonostante la sentenza sia divenuta esecutiva a luglio e l’Ausl non abbia proposto appello, la somma, come riporta l’Ansa, non è stata corrisposta.

Il pignoramento 

Per questo i familiari della ragazzina hanno proceduto al pignoramento sui conti dell’azienda sanitaria per 2,5 milioni di euro – la somma dovuta aumentata di un terzo, come per legge.

I familiari, assistiti dagli avvocati Chiara Rinaldi e Francesca Giardini, hanno citato l’Azienda sanitaria davanti al giudice dell’esecuzione di Forlì, dove ha sede l’istituto di credito che gestisce il servizio tesoreria dell’Ausl, con udienza fissata al 15 gennaio 2019.