“Non fidarsi a prescindere di chi chiede denaro e non far entrare nessuno in casa”

Si tratta di un fenomeno sempre più in crescita quelle delle truffe agli anziani, e anche nei giorni scorsi una faentina è stata presa di mira. Qualcuno ha contattato telefonicamente la donna raccontando di essere il legale della compagnia assicurativa dell’auto del figlio, che qualche ora prima aveva avuto un incidente. Sostenendo che l’auto non risultasse coperta dall’assicurazione, per non fargli passare un guaio il truffatore ha invitato l’anziana a versare una somma di denaro al più presto e, dopo qualche minuto, una persona si è presentata alla porta dell’anziana facendosi consegnare denaro e monili d’oro per migliaia di euro.

Il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Faenza, il Capitano Antonietta Petrone ha incontrato alcuni soci del Centro Laderchi per metterli sull’avviso dei possibili raggiri nei quali si può incorrere e dare loro alcune informazioni per evitare di finire derubati. Gli incontri su come difendersi dalle truffe continueranno anche nelle prossime settimane.

Come proteggersi

“Il consiglio migliore che si può dare – ha spiegato il Capitano – è di non fidarsi a prescindere quando si viene contattati soprattutto per consegnare del denaro. Nel caso si dovessero ricevere telefonate alla linea della propria abitazione di presunti incidenti che hanno coinvolto un familiare da persone che si spacciano per avvocati o appartenenti alle forze di polizia bisogna chiamare il 112 con il cellulare perché i truffatori impegnando la linea telefonica di casa non permettono di poterla usare fino a quando non sono loro stessi a riagganciare il telefono. Quindi se si ha a disposizione un cellulare con quello bisogna comporre il 112 oppure rivolgersi a un vicino per chiamare con il suo telefono e raccontare all’operatore della centrale operativa quello che sta avvenendo”.

“Altra regola fondamentale – ha infine concluso Petrone – è di non far entrare nessuno in casa quando alla porta si presentano sconosciuti o persone che indossano tute o dicono di appartenere a compagnia dell’acqua o del gas”.