Decisivo lo studio delle immagini della videosorveglianza

Due giovani faentini 17 enni sono stati identificati e denunciati al Tribunale dei Minori di Bologna dagli agenti della Polizia Locale di Faenza per il furto in concorso di due biciclette da donna degli anni 50. Il furto era avvenuto domenica scorsa in pieno centro a Faenza, in via Micheline, dove si stava tenendo un corso di una nota maestra ceramista faentina famosa in tutto il Mondo per le sue ceramiche di stile classico e “severo” dipinte a mano con decori a “texture”.

Le biciclette rubate erano proprio quella della docente e di una giovane studente giunta da fuori città per partecipare al corso. La ragazza si era fatta prestare la bicicletta dalla famiglia faentina di cui era ospite per il corso, essendo figlia di amici di famiglia, e il furto l’aveva per tale motivo costernata in maniera particolare. La bicicletta era infatti un modello donna di colore verde degli anni 50, tenuta in perfette condizioni dalla proprietaria.

Lunedì mattina la ragazza, prima di ripartire per il suo luogo di residenza, si è presentata agli uffici della Polizia Locale di Faenza per denunciare la cosa. Gli agenti, visionando le immagini della videosorveglianza pubblica, sono riusciti a intercettare, grazie ai dettagli esatti forniti dalla ragazza (colori delle bici, loro caratteristiche e orari della loro scomparsa) le immagini dei due ladri, seguendo gran parte del percorso che avevano fatto a bordo delle due biciclette rubate domenica pomeriggio.

I due ragazzi responsabili del furto indossavano però, al momento dei fatti, delle felpe con cappuccio e tale circostanza rendeva molto difficile la loro identificazione. La Polizia Locale però, in questo periodo, sta monitorando tutte le scuole e i gruppi di giovani presenti sul territorio faentino, al fine di contrastare la diffusione degli stupefacenti e prevenire eventuali reati tra ragazzi. Da alcuni elementi che si riuscivano comunque ad estrapolare dalle immagini, i vigili hanno capito a quale gruppo di ragazzi appartenevano gli autori dei fatti e, conoscendo il ritrovo solito di quel gruppo, li hanno messi sotto osservazione, fin quando non è apparsa, all’interno del parco sede abituale di ritrovo pomeridiano dei ragazzi, una delle bici rubate. A quel punto, visionando sempre le immagini della video sorveglianza cittadina, è stato facile per gli agenti dare un nome ai ragazzi che usavano la bicicletta rubata. In questa occasione, infatti, erano arrivati a volto completamente scoperto.

Entrambi i ragazzi, convocati in ufficio con i genitori, hanno ammesso le proprie responsabilità e restituito le due biciclette rubate, che sono già state riconsegnate ai legittimi proprietari, con grande soddisfazione degli stessi e della ragazza derubata, che ha confessato di essere entrata al Comando della Polizia Locale manfreda, in realtà, per chiedere dove fossero i Carabinieri dove era sua intenzione sporgere denuncia, non credendo fosse possibile presentarla anche agli operatori della Polizia Locale.