Coordinate dal pm Cristina D’Aniello

Anziani maltrattati ed umiliati: ci si prepara al processo 

Villa Cesarea. E’ stato notificato agli indagati e rispettivi difensori legali l’avviso di conclusione delle indagini coordinate dal pm Cristina d’Aniello e ora ci si prepara al processo che vedrà coinvolti il titolare di quella che è diventata nota in città come “la casa famiglia degli orrori”: Paolo Maioli, le due badanti, Elena Caliman e Elena Daniela Cojocariu con la contestazione di maltrattamenti in concorso.

Alla seconda contestazione, quella di esercizio abusivo della professione medica e infermieristica in concorso, dovrà rispondere, oltre agli altri tre indagati, anche un’altra dipendente della struttura per l’accusa di aver somministrato medicinali ai pazienti senza essere in possesso di un’adeguata abilitazione, né di autorizzazione medica.

Un fatto che ha sconvolto la città quello denunciato da Camilla, un’altra badante che, secondo la denuncia, sarebbe stata testimone dei terribili soprusi commessi ai danni di un 94enne ospite della casa famiglia Villa Cesarea di Ravenna.

Secondo l’accusa, le due badanti sarebbero state solite non tenere una buona condotta con i pazienti più restii all’igiene, o incontinenti, rendendoli spesso vittime di umiliazioni e offese verbali.

Il culmine della ferocia sarebbe stato toccato nella mattinata del 16 maggio 2019 quando, sempre secondo l’accusa, le due donne avrebbero trascinato violentemente un 94enne verso il bagno, l’avrebbero messo sul bidet e, mentre una lo teneva fermo, l’altra lo avrebbe obbligato con la forza ad ingerire più volte le sue feci e gliele avrebbe anche spalmate sul viso.

Dopo tale gesto, l’anziano ha accusato un forte malore durante una crisi di pianto ed è stato necessario chiamare l’ambulanza che ha provveduto a trasportarlo in ospedale.

Questo sarebbe stato l’episodio più grave, ma non il primo nei confronti del 94enne: secondo la denuncia di Camilla, infatti, egli sarebbe stato più volte privato dei pasti servendogli il piatto vuoto e rivolto verso il basso, mentre tutti mangiavano, come “punizione” per via della sua scarsa predisposizione all’igiene personale; inoltre gli sarebbero stati somministrati dei sedativi senza autorizzazione medica, il tutto contornato da frasi umilianti ed insulti.

Il 94enne in questione però non era l’unica vittima: secondo l’accusa, un altro anziano era finito nel mirino delle badanti tanto che, un giorno, quando il paziente era caduto dal letto, la Caliman lo avrebbe lasciato sul pavimento come “ritorsione” e gli avrebbe addirittura scattato delle foto.

Camilla dopo l’ultimo grave episodio si è licenziata ed è andata a denunciare l’accaduto presso la polizia locale.  

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