Motovedetta (foto di repertorio)

A cura della Guardia Costiera

Nel corso delle ultime due settimane, a cura dell’8° Centro Controllo Area Pesca della Guardia Costiera regionale (8°CCAP), coordinato dal Capitano di Vascello (CP) Diego TOMAT, è stata incrementata l’attività di vigilanza sulle operazioni di pesca in mare lungo il tratto costiero ricompreso tra le località di Porto Corsini (RA) ed il limite nord di Goro (FE).

La finalità dei controlli è stata così orientata al rispetto delle distanze minime dalla costa e dalle aree interdette da parte dei motopesca delle diverse marinerie di Porto Garibaldi, Goro e finanche dell’attigua Chioggia, nonché sulla regolare composizione degli equipaggi e delle caratteristiche degli attrezzi di cattura di bordo.

Le operazioni sono state svolte sia in orario diurno che notturno e specie in questo ultimo caso si è fatto ricorso anche al supporto aereo assicurato dai colleghi della Sezione Volo Elicotteri della Base Aeromobili Guardia Costiera di Pescara, che hanno impiegato un velivolo di ultima generazione modello AW139, dotato di tecnologie avanzate e particolari sensori di scoperta utili ad intercettare senza alcun preavviso i target acquisiti ed a documentarne le attività illecite in atto, manifestandosi solo successivamente per far cessare così le operazioni non consentite e/o per permettere l’eventuale fermo da parte delle motovedette del Corpo, ai fini della contestuale irrogazione delle sanzioni, ferma restando la possibilità di procedere eventualmente anche con notifiche differite al domicilio, in determinate condizioni.

Nell’ambito della mirata attività di controllo si è altresì utilizzato il sistema di tracciamento remoto dei motopesca, assicurato sia a mezzo di sistemi satellitari denominati ACS (apparati di controllo satellitare, quale evoluzioni delle precedenti blue-box) che di quello AIS (automatic identification system), espressamente disciplinati allo scopo dal competente Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, proprio per poter monitorare in ogni momento la navigazione effettivamente compiuta nella acque marittime comunitarie, garantendo contestualmente sia lo svolgimento delle ordinate attività di pesca, che di riflesso la stessa sicurezza della navigazione e salvaguardia della vita umana in mare in caso di malaugurate circostanze.

A fronte dell’impiego di tre motovedette, di un elicottero e di complessivi 25 militari, affinché si scoraggi il negativo fenomeno, si riporta di seguito il consuntivo delle attività sanzionatorie emerse nel periodo in esame e rendicontate nell’ambito del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP):

l’elevazione di n.20 illeciti amministrativi a carico di altrettanti comandanti/armatori di motopesca;

l’esecuzione di n. 5 sequestri di reti da pesca del tipo a strascico;

l’irrogazione di sanzioni pecuniarie per oltre 32000 euro complessivi;

La decurtazione di n.26 punti per titoli professionali a carico dei comandanti e di altri n.26 dalle licenza di pesca, quali sanzioni accessorie alle violazioni più gravi, tipo lo strascico a distanza inferiore alle 3 miglia nautiche dalla costa e/o su fondali inferiori ai 50 m. di profondità.

La Guardia Costiera assicura la prosecuzione delle missioni di controllo e verifica anche in tale peculiare comparto, evidenziando comunque che non sono mai state interrotte neanche durante la fase del lockdown, proprio allo scopo di garantire il debito operato dei pescatori professionali regolari, i quali ben comprendono l’importanza del comune e superiore obiettivo di dover concorrere alla tutela degli stock ittici ricadenti nell’area di giurisdizione, per ridurre così il rischio di depauperamento delle stesse risorse aulietiche compromesse proprio dalle catture irregolari.  Per cui si confida anche nella consueta collaborazione manifestata delle diverse Associazioni di categoria, che con le loro sollecitazioni svolgono l’azione di “sentinella”, per contribuire al monitoraggio dei vari fenomeni sul territorio.