Intervento della Segreteria Regionale Emilia-Romagna del Nuovo Sindacato Carabinieri che di dichiara in una nota di non avere intenzione di “formulare esternazioni sui fatti certificati dalla Procura di Piacenza che hanno ricevuto l’avallo di un Giudice terzo in una ordinanza di misura cautelare emessa nei confronti del gruppo di Carabinieri in servizio presso la Stazione di Piacenza Levante che si sarebbero resi, secondo l’accusa, rei di reati gravissimi, oltre ad aver tradito il Giuramento prestato.

Oggi il Sindacato regionale si limita a constatare che:

  • la Procura di Piacenza ha espresso una evidente e comprensibile sfiducia nei confronti non solo dell’Arma di Piacenza, ma anche di organi investigativi autonomi e svincolati dalla gerarchia provinciale, ad esempio del R.O.S., a cui avrebbe potuto delegare congiuntamente l’attività indagine, perché conoscitore dei meccanismi interni della struttura e delle logiche e delle dinamiche della catena di comando. L’Arma non si è mai tirata indietro nel ricercare militari disonesti che – infiltratisi tra le file di chi giornalmente dona il proprio contributo alla sicurezza collettiva, anche a sacrificio della propria vita – hanno leso l’onore e la credibilità dell’Istituzione;
  • siamo consapevoli della necessità di un’inchiesta interna anche per pianificare, si auspica unitamente ai Sindacati, una efficace ed innovativa strategia di contenimento e prevenzione dei fenomeni criminali che molto spesso si nutrono di quel ben noto e distorto “Spirito di Corpo” e si rafforzano in virtù del timore ingenerato dalle responsabilità indirette che si riflettono sulla carriera di chi è preposto al controllo e/ alla vigilanza;
  • il Comando Generale ha rinnovato con sorprendente efficienza e rapidità i volti dei vertici di Comando della provincia di Piacenza a dimostrazione di quella che si è presumibilmente  rilevata, a nostro avviso, un atto di totale sfiducia e insanabile punto di rottura da parte della  Procura della Repubblica del luogo. 

Per quanto addotto, senza timori di smentita alcuna, si chiede pertanto al Signor Ministro della Difesa e al Signor Ministro della Giustizia di verificare se i rimedi, le soluzioni e i provvedimenti adottati in prime cure dal Comando Generale e cioè la sola sostituzione dei vertici locali della catena di comando e la sospensione (obbligatoria) dei militari cautelati dall’A.G. siano concretamente la sola risposta da ritenersi adeguata e sufficiente per ristabilire quel rapporto fiduciario e di CREDIBILITA’, ora e per il futuro, che ci si augura sia ancora lungo e proficuo per l’Arma, e che non dovrebbe invero mai mancare tra l’Autorità Giudiziaria e le Forze di Polizia.

Allo stesso modo, si chiede di poter conoscere se la sfiducia da parte dell’A.G. piacentina si estenda anche sull’Arma dei Carabinieri tutta, attesa la totale estromissione di quest’ultima da ogni contesto investigativo che qui interessa. Una tale circostanza infatti  indurrebbe questo Sindacato Regionale a chiedere al Comandante Generale di valutare la chiusura del Comando Provinciale di Piacenza e il ripiego dei Carabinieri in province dove il rapporto di fiducia e stima reciproche appare ancora saldo e immutato”.