Ancisi (LpR): Decisiva la segnalazione di una discarica a cielo aperto, che ha portato a rintracciare nove cittadini nigeriani domiciliati in un unico stabile del centro storico”

Riporta la notizia di un intervento della Polizia Locale per ripulire vicolo Porziolino da alcuni rifiuti il capogruppo di Lista per Ravenna in consiglio comunale, Alvaro Ancisi, che ricorda come “nei primi giorni di questo luglio, fu pubblicamente segnalata una discarica a cielo aperto di rifiuti anche pesanti (sporte, boiler, bombole del gas, elettrodomestici, assi di legno, un wc) accanto ai cassonetti del servizio pubblico posti nel vicolo Porziolino, in pieno centro storico, lungo il percorso turistico che collega la Zona del Silenzio intorno alla tomba di Dante con la basilica di Sant’Apollinare Nuovo, Patrimonio Unesco dell’umanità”.

La Polizia Locale, come spiega lo stesso Ancisi, “ha rintracciato i presunti responsabili nelle persone di nove cittadini di nazionalità nigeriana domiciliati in uno stabile del centro storico diviso in altrettanti vani interni. Di qui una serie di atti, anche di carattere penale, disposti dal comandante Giacomini a carico degli stranieri stessi e della proprietà dell’immobile”.

Il ruolo di Lista per Ravenna

“Va però detto – sottolinea il leader di LpR -, per completezza d’informazione pubblica, che l’individuazione degli “scaricatori” abusivi di rifiuti in vicolo Porziolino è avvenuta a seguito di una segnalazione, per altre e più pesanti ragioni, fatta da Lista per Ravenna al comandante stesso in data 15 luglio.

Sulla base di una conoscenza interna diretta, una persona aveva scritto alla Lista (insieme ai dettagli qui omessi), che ad un determinato numero civico di una determinata strada del centro storico “c’è un affittacamere dove risiedono persone di colore”, nel quale “la situazione è veramente pesante”, con “rumori e puzze di ogni tipo” e “degrado inverosimile”, ragion per cui “chiedo cortesemente di far intervenire se possibile gli organi competenti”. I consiglieri comunali, se vengono a conoscenza nel loro ruolo di fatti che hanno rilievo penale, sono obbligati dal codice di procedura penale, quali pubblici ufficiali, a farne denuncia.

Ne ho parlato quindi col comandante Giacomini, rinviandogli poi il messaggio stesso intero, con tutti i particolari, in effetti verosimili. Il 24 luglio gli ho nuovamente scritto per dirgli: “Mi interessa molto far pulizia…”. Ieri ne ho ricevuto la risposta, che riproduco esattamente rispettando la privacy:

La pratica è tuttora in corso di istruttoria:

  1. sono già stati deferiti all’autorità giudiziaria i proprietari dello stabile affittato con regolari contratti pur non avendo i requisiti della civile abitazione;
  2. è stata inoltrata la segnalazione relativa ai nove inquilini stranieri all’ASL per la valutazione sulla dichiarazione di inagibilità dell’immobile ai fini abitativi per mancanza dei requisiti igienico sanitari;
  3. a carico dei suddetti inquilini, sono stati redatti 9 verbali di contestazione per abbandono di rifiuti, rinvenuti nella via Porziolino, in quanto riconosciuti dopo che era appena stato effettuato un sopralluogo da parte del personale assegnato all’Ufficio Polizia Edilizia Ambiente e Benessere Animale (5 notificati a mano e per gli altri 4 è in corso la notifica tramite servizio postale);
  4. infine, essendo state rinvenute nello stabile anche 30 bombole dismesse di GPL per uso domestico, è stata inoltrata la segnalazione al Comando dei Vigili del Fuoco per le procedure di competenza”.

Aggiungo, per completezza d’informazione oggettiva, che gli stranieri affittuari dello stabile adibito a civile abitazione nonostante non ne abbia i requisiti igienico-sanitari possono essere in realtà altrettanti capifamiglia con familiari e amici al seguito, anche di notte, per il numero medio totale di dimoranti che si può immaginare. Alla polizia municipale tocca ora, da un lato portare a termine le indagini, dall’altro vigilare perché i fatti negativi accertati non si ripetano. Non da ultimo, è in gioco anche il rispetto delle distanze imposte dall’emergenza coronavirus, a cui possono derogare solo le persone regolarmente conviventi”.