La consigliera denuncia i dati preoccupanti dei rapporti della Dia e della Magistratura

La Regione Emilia-Romagna si doti di una Commissione speciale antimafia. A chiederlo è un’interrogazione della consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) che ricorda come “i vari approfondimenti svolti dalla DIA e le indagini della Magistratura abbiano purtroppo confermato ciò che si sospettava da tempo ovvero che le mafie italiane e in alcuni casi alcuni clan di quelle straniere sono coinvolti nel settore illegale delle scommesse: il focus di approfondimento sul rapporto tra mafia e gioco d’azzardo mostra come nel ‘paniere’ degli investimenti criminali, il gioco d’azzardo rappresenti uno strumento formidabile, prestandosi agevolmente al riciclaggio e garantendo alta redditività. Dopo il traffico di stupefacenti, infatti, è il settore che assicura il più elevato ritorno economico e si tratta di una infiltrazione di tipo ‘carsico’ delle organizzazioni criminali, che è agevolata dallo sviluppo di meccanismi sofisticati di piattaforme illegali di scommesse on line, raggiungibili attraverso siti web dislocati in Paesi esteri”.

Un quadro fosco, reso ancora più preoccupante dagli effetti del lockdown imposto dalla necessità di contenere la diffusione del Coronavirus, visto che, ricorda Gibertoni citando atti e relazioni ufficiali: “oltre al gioco d’azzardo lecito, nell’attuale contesto emergenziale, dato dalla pandemia in corso, la sanità è il settore più appetibile e, quindi, a maggior rischio di infiltrazione mafiosa”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’esecutivo regionale “quali iniziative, per quanto di competenza, intenda intraprendere per contrastare il dilagare della criminalità organizzata sul nostro territorio regionale in particolare nei settori sopra evidenziati e se non ritenga che i tempi siano ormai maturi affinché anche la Regione Emilia-Romagna, sul modello di altre Regioni, si doti di una Commissione speciale o, ancor meglio, permanente, sulla criminalità di stampo mafioso e, più in generale, per il contrasto ai fenomeni di illegalità e alla loro infiltrazione nel tessuto produttivo regionale.