Ravegnana (foto di repertorio)

Per discutere sulle tre proposte studiate da Anas

Riportiamo di seguito la richiesta avanzata da Massimiliano Alberghini (Gruppo omonimo), Alberto Ancarani (Forza Italia), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e Samantha Gardin (Lega Nord), indirizzata al presidente della commissione Assetto del territorio del Comune di Ravenna di convocarne, a norma di regolamento, una seduta sul tema: “Esame e valutazione delle proposte redatte da ANAS sui lavori da realizzare per un miglior collegamento stradale tra Ravenna e Forlì-Cesena, tramite una cosiddetta ‘nuova Ravegnana’”.

Tra il 31 luglio scorso e il 3 agosto la stampa ravennate ha pubblicato diversi comunicati delle forze politiche locali successive alle dichiarazioni diffuse da Andrea Corsini, assessore della Regione Emilia-Romagna, circa “un miglior collegamento stradale tra Ravenna e Forlì-Cesena, una ‘nuova Ravegnana’, a partire da concrete proposte sui lavori da realizzare che la Regione Emilia-Romagna ha commissionato ad Anas”. Il sindaco di Ravenna ha mostrato – come doveroso nei rapporti tra istituzioni pubbliche di tale rango – di conoscere, avendole commentate, le tre proposte alternative studiate da ANAS, che consistono rispettivamente nell’ampliamento e ristrutturazione della vecchia Ravegnana (costo indicativo 75 milioni), nella costruzione in variante di una nuova strada parallela a quella attuale (133 milioni) e nella realizzazione di un’altra variante che, partendo dallo svincolo di Casemurate della superstrada E45, raggiungerebbe diametralmente Forlì dopo circa 12 chilometri (195 milioni). S’impone ora la necessità che questo scenario sia sottoposto a valutazione nelle sedi istituzionali corrette, tra cui, per la nostra città, il consiglio comunale di Ravenna. Al contempo, occorre rettificare alcune distorsioni registratesi nell’esposizione dei fatti.

  1. Va dunque precisato che qualunque opera pubblica statale di rilievo voglia realizzarsi in Italia deve figurare nella pianificazione territoriale delle regioni interessate, in Emilia-Romagna nel PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) 1998-2010, vigente tuttora con modificazioni, che però ha del tutto ignorato l’esigenza di una“nuova Ravegnana”. Avvicinandosi l’adozione del nuovo PRIT 2025, avvenuta il 9 luglio 2019, i sottoscritti gruppi di opposizione nel consiglio comunale di Ravenna proposero, attraverso il gruppo della Lega Nord in Regione, un emendamento al testo predisposto dalla Giunta regionale, che ha consentito, mediato con la maggioranza dell’assemblea regionale, di inserire nel testo adottato il seguente impegno: “S.S. 67 Tosco Romagnola: nel tratto tra Ravenna e Forlì (Ravegnana) interventi di riqualificazione e messa in sicurezza attraverso ampliamenti o varianti fuori sede da definire sulla base di un apposito progetto di fattibilità tecnico-economica di concerto con gli Enti locali coinvolti”.
  2. L’osservazione presentata successivamente da un gruppo di opposizione nel consiglio comunale di Ravenna proponeva come soluzione di inserire nel PRIT stesso un nuovo tracciato tra l’E45, all’altezza dello svincolo Standiana, e Forlì, con “lunghezza totale delle tratte da costruire/ammodernare: 11 km” e“previsioni di spesa totale = 21,5 mln (comprensivo del costo espropri del terreno agricolo)”, la quale è stata però respinta dalla Regione in sede di istruttoria tecnica in quanto “non corredata da adeguati studi di mobilità”. A sostegno di questa ipotesi non risulta agli atti del Comune che sia mai stata presentata (come invece si è letto) alcuna petizione (vedi l’allegato) o raccolta firme.
  3. Per rispetto tra colleghi di opposizione non esprimiamo nessun pregiudizio su tale ipotesi, spesso definita “progetto” (in realtà un’idea progettuale), salvo attenerci agli atti ufficiali dell’amministrazione comunale, da una verifica dei quali, compiuta presso l’ufficio competente, non corrisponde al vero che sia stata votata “favorevolmente” dalla maggioranza del consiglio comunale. L’unica volta infatti in cui il consiglio comunale si è pronunciato per il potenziamento del collegamento stradale tra Ravenna e Forlì è stata il 20 gennaio 2020, quando, con voto unanime favorevole ad un ordine del giorno (vedi l’allegato), ha impegnato il sindaco e la giunta comunale “a proseguire nel confronto con ANAS, Regione Emilia-Romagna e Comune di Forlì affinché si individui la soluzione migliore e concretamente realizzabile in tempi certi per migliorare, in termini di efficienza e sicurezza, il collegamento tra le città di Ravenna e Forlì, valutando sia una riqualificazione e messa in sicurezza del tracciato dell’attuale strada Ravegnana, sia la possibilità della costruzione anche di un nuovo collegamento tra Ravenna e Forlì”.

Di qui, con tutta evidenza, le tre diverse proposte studiate da ANAS, solamente in ordine alle quali è al momento possibile, oltreché doveroso, che i consigli comunali di Ravenna e Forlì discutano ed è bene concordino sulla scelta da attuare. L’obiettivo di fondo è che, nel più breve tempo possibile, si abbia l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera, primo livello di progettazione dei lavori pubblici imposto dall’attuale codice dei contratti. Secondo noi entro il primo semestre del 2021.

Sulla base di tali considerazioni, valevoli come presentazione dell’iniziativa, chiediamo al presidente della commissione consiliare“Assetto del territorio” di convocarne, a norma di regolamento, una seduta sul tema: Esame e valutazione delle proposte redatte da ANAS sui lavori da realizzare per un miglior collegamento stradale tra Ravenna e Forlì-Cesena, tramite una cosiddetta ‘nuova Ravegnana’”.

A norma di regolamento la commissione, essendo richiesta da oltre 1/5 dei consiglieri, dev’essere convocata entro 20 giorni dal suo ricevimento. A seguito di un accordo già da prima intervenuto in sede di conferenza dei capigruppo, sarà nella prima settimana di settembre.