Rete di nuova recinzione
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Soddisfazione per Lista per Ravenna

Riportiamo di seguito la soddisfazione diAlvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna) e dell’Arch. Angelo Barboni (membro del comitato operativo di Lista per Ravenna) a proposito della riqualificazione di un’area di Marina di Ravenna.

“LA PETIZIONE – Dal 21 luglio scorso è in atto la raccolta delle firme su una petizione di Lista per Ravenna, indirizzata al sindaco, che ha per titolo: “Ripulire, mettere in sicurezza e riqualificare l’area ex Hotel Internazionale di Marina di Ravenna”, conosciuta anche come area ex Zenos o Circolo dei Forestieri. I moduli sono stati distribuiti tra la popolazione locale, avendo come luogo pubblico di raccolta il bar Timone (famoso ex bar Remigio) di Laura Civenni, in via Molo Dalmazia 63. Sono state rapidamente raggiunte circa 250 firme. La raccolta continua per raggiungere e superare la quota minima di 350 richiesta dal regolamento comunale. L’iniziativa, mai prima sollevata da alcuni pur preesistendo da anni, si deve interamente alla passione e all’impegno del primo firmatario, arch. Angelo Barboni, membro del Comitato operativo della Lista organizzatrice, la cui famiglia di origine è conosciuta in tutto il paese per lo storico ex ristorante, culto della gastronomia locale, chiamato “della Foca Monica”, soprannome della sua bisnonna.

PIAZZA PULITA DELLE ERBACCE – La petizione chiedeva dunque di sollevare l’area ex Hotel Internazionale, assolutamente cruciale in Marina di Ravenna per il richiamo turistico, attualmente “in stato di incuria e liberamente accessibile, dove sono proliferate erbacce e piante incolte (vedi foto), tra le quali possono prolificarsi animali ed insetti insalubri e dannosi”, rilevando anche che “essendo incustodita e priva di recinzione, oltreché di cartelli o segnalazioni del divieto di ingresso (vedi altra foto), può rappresentare un pericolo per i bambini o chi altro vi si avventuri”. Obiettivi immediati sottoposti al sindaco “la ripulitura dell’area indicata dalle erbacce e dalle piante incolte” e “l’apposizione di una recinzione che, in armonia con l’ambiente e col carattere turistico del paese, impedisca anche l’accesso improprio all’area stessa”. Il successo è stato immediato. Dopo pochi giorni (vedi foto) gli operai hanno preso a ripulire la vasta area dalle erbacce, terminando quest’opera entro il 28 luglio (vedi foto).

NUOVA SORPRENDENTE RECINZIONE – Oggi (vedi foto) è partita la sostituzione della vecchia recinzione, che aveva squarci facilmente superabili da malintenzionati per nascondersi facilmente nel fogliame, con una bella rete, da cui si prospetta un’immagine dell’area interna sbalorditiva rispetto al disdoro precedente e da oggi non più occultata alla vigilanza pubblica finora “distratta”. Pubblicare sulla stampa che tutto questo è merito di una lettera scritta due giorni fa da una consigliera comunale al titolare dell’area, quando il cantiere è stato insediato poco dopo la diffusione della petizione, la pulizia conclusa entro luglio e la recinzione evidentemente ordinata e acquistata anche da prima, è semplicemente ingannevole per i 250 cittadini che sono corsi a firmare la petizione e coi quali esclusivamente l’arch. Barboni intende condividere la riuscita di un’operazione addirittura insperabile fino ad allora.

VALORIZZARE L’AREA A FINI SOCIALI-TURISTICI – Resta, in attesa (forse lunga) che l’immobile possa avere la destinazione alberghiera richiesta dal Comune, il secondo importantissimo obiettivo per l’intera località di Marina, sottoscritto come segue dai  firmatari della petizione: “Tale area, dato il notevole impatto ambientale e turistico sulla zona circostante, venga utilizzata, previo accordo tra la proprietà e l’amministrazione comunale, per realizzare iniziative e progetti d’uso temporaneo che, in armonia con le tradizioni e i caratteri culturali e architettonici del paese, ne riqualifichino e valorizzino l’assetto e l’immagine; l’amministrazione comunale, agendo allo scopo in piena trasparenza, coinvolga in ogni passaggio istruttorio il Consiglio territoriale del Mare, affinché – istituendo al suo interni un’apposita “commissione di lavoro”, composta, come da regolamento, anche da esponenti qualificati delle realtà sociali, professionali e imprenditoriali del paese – possa aversi la più larga partecipazione civica”. La proprietà non può che essere d’accordo. Risponda ora il sindaco”.