Diversi cittadini rumeni sono accusati di riciclaggio, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni e società, nel 2019 scattarono misure cautelari personali nei confronti di 25 soggetti e il sequestro di 18 aziende

Nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ravenna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, con il quale è stato disposto il sequestro di beni, per un valore di circa 120mila euro, nei confronti di diversi cittadini rumeni accusati di riciclaggio, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni e società.

Il sequestro del patrimonio nella disponibilità degli indagati trae origine dagli esiti di un’indagine coordinata dal Procuratore della Repubblica di Ravenna, Dott. Alessandro Mancini, e dal Sost. Proc. Dott.ssa Angela Scorza, e condotta dalla Guardia di Finanza – 1a Compagnia Ravenna – unitamente alla Polizia di Stato – Squadra Mobile e Polizia Stradale di Ravenna, che ha permesso di individuare e neutralizzare un gruppo criminale composto da cittadini rumeni ed italiani, specializzato nel truffare ignari acquirenti vendendo loro autoveicoli usati il cui chilometraggio effettivo veniva fraudolentemente abbattuto. Gli accertamenti all’epoca eseguiti sono stati quindi rassegnati all’Autorità Giudiziaria che emetteva a dicembre 2019 un’ordinanza con cui si disponevano misure cautelari personali nei confronti di 25 soggetti e il sequestro di 18 aziende ad essi riferibili.

I successivi riscontri di polizia economico-finanziaria posti in essere dai Finanzieri della 1ª Compagnia attraverso l’esame della corposa documentazione acquisita in sede di perquisizioni e lo sviluppo delle indagini finanziarie disposte dall’A.G. hanno quindi permesso di appurare che buona parte dei proventi illeciti venivano reinvestiti dall’associazione criminale trasferendoli in parte all’estero ed in parte utilizzandoli per l’acquisto di beni immobili e preziosi, servendosi anche in questo caso di diversi “prestanomi” al fine di impedire la riconducibilità dei beni all’attività delittuosa in essere.

Per queste ragioni 6 cittadini rumeni venivano segnalati alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di autoriciclaggio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Sulla base della ricostruzione dei flussi finanziari effettuata dalle Fiamme Gialle, l’Autorità Giudiziaria inquirente ha richiesto ed ottenuto dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna l’emissione del provvedimento di sequestro preventivo di un appartamento situato nel territorio ravennate e di 3 diamanti di oltre due carati, tutti nella disponibilità di fatto degli indagati.