Il presidente Arcigay Ciro Di Maio e la scritta omofoba sulla porta dell'ufficio (foto dal profilo Facebook di Di Maio)
Il presidente Arcigay Ciro Di Maio e la scritta omofoba sulla porta dell'ufficio (foto dal profilo Facebook di Di Maio)

La condanna del sindaco Michele de Pascale all’episodio di omofobia di ieri

“Siamo davanti ad un gravissimo episodio di omofobia. Aggressioni di questo tipo non sono tollerate e vanno denunciate e condannate duramente. Tutta la nostra comunità esprime piena solidarietà e vicinanza a Ciro Di Maio”. Così il Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale condanna l’attacco omofobo subito ieri mattina, lunedì 28 settembre, dal presidente dell’Arcigay Ciro Di Maio.

L’episodio

Come lo stesso Di Maio ha mostrato sul proprio profilo Facebook, definendosi “sbigottito”, sulla porta del proprio ufficio il presidente dell’Arcigay ha trovato ieri mattina una scritta omofoba.

“Sto pensando a come e cosa dire dalle 8 di questa (ieri, ndr) mattina – scrive Di Maio –, quando arrivato in ufficio scopro che hanno deciso di imbrattarne la porta. Un attacco che reputo di una vigliaccheria alquanto bassa, perchè non può non essere vigliacca la persona che con il favore delle tenebre, nascondendosi nel silenzio notturno, ti scrive sulla porta una parola per recarti offesa.

Io ci metto la faccia perchè ci credo nel fatto che l’omobitransfobia sia da condannare, perchè non provo vergogna per quello che sono e per quello in cui credo, perchè non essere eterosessuali non è una cosa per cui nascondersi!

La scritta sta la. La vedete, non ho fretta di cancellarla perchè non ho paura. E non ho paura perchè so che questo non è il pensiero della mia città, come altre volte ho dichiarato. Continua ad esistere una minoranza di persone, di mele marce, che pensano di intimorire così il prossimo, ma so bene che questo NON è il pensiero della comunità ravennate. So bene che la mia città è vicina a me quanto è vicina alle vittime di atti di omobitransfobia.

Una legge contro l’omobitransfobia, come quella in discussione in questo periodo non è solo opportuna, è proprio necessaria! Quando si arriva a colpire una persona nella sua sfera personale, per intimorirla, si tratta di un attacco a tutta la comunità che questa persona sta rappresentando. Ringrazio le persone che mi hanno già mostrato solidarietà, la vostra presenza è preziosa.

Meglio FROCIO che fascista!”