Una finestra in una classe (Foto di repertorio shutterstock)
Una finestra in una classe (Foto di repertorio shutterstock)

L’interrogazione scirtta da Christian Orselli, responsabile del gruppo Giovani di Lista per Ravenna

Lo scorso anno scolastico – scrive Christian Orselli, responsabile del gruppo Giovani di Lista per Ravenna -, alla ripresa delle lezioni dopo le festività natalizie, dicemmo, contestando le ‘scuole artiche’ di Ravenna, che ‘non le vogliamo più’. Ora siamo appena in autunno, quando le temperature oscillano fra il caldo e il freddo, ma poco o nulla è cambiato, perché gli studenti battono già i denti seduti ai banchi. Da giorni, i social network mi mostravano, con foto e video, come la gestione della temperatura nelle scuole fosse difficoltosa. Incuriosito, avevo chiesto via instagram a studenti di quasi tutte le scuole superiori di secondo grado, di contattarmi per spiegarmi come stanno vivendo questa situazione. Le risposte sono state tutte dello stesso tenore: ‘le aule sono gelide’‘fa più freddo dentro che fuori’‘le temperature sono sotto zero’, ‘la mattina si sta in classe con le coperte’‘sembra di stare in Siberia’, ecc”.

Lista per Ravenna riporta inoltre un messaggio firmato da persona conosciuta e stimata”: “Mia nipote frequenta il secondo anno del liceo classico/linguistico, dove gli studenti devono stare in classe con le finestre aperte tutto il tempo delle lezioni. Ogni giorno va a scuola con la coperta e lo scaldamani, tenendo costantemente giubbotto e sciarpa. Inoltre, da oggi, avranno orario di lezione dalle 9.00 alle 14.00 e due giorni la settimana usciranno alle 15.00, saltando anche il pasto. Come si deve fare? È possibile una situazione del genere? Si può fare qualcosa?”.

Trovo inammissibile – aggiunge Orselli – che la scuola non sappia operare degnamente affinché i propri ragazzi affrontino le giornate di lavoro in condizioni accettabili, climatiche e non solo. Mancando gli impianti di ventilazione, le misure di sanificazione anti-covid richiedono sì l’apertura delle finestre durante le lezioni per consentire il cambiamento dell’aria. Ma specie nelle prime ore del mattino (come in quelle di fine giornata per certi corsi serali) ne risente molto il confort ambientale.

Essendo stato studente anch’io fino a pochi anni fa, so bene come in questo periodo dell’anno scolastico sia difficoltoso, con gli impianti di riscaldamento che non sempre sono attivi o che funzionano solo per poche ore, stabilire una temperatura sostenibile per tutti. Imperversando tuttora la diffusione del virus, occorre però evitare di mettere a rischio anche la salute degli studenti.

Può infatti bastare qualche sbalzo termico per produrre un’influenza da raffreddamento, magari lieve, ma che di questi tempi è meglio non avere, anche per non essere allontanati da scuola e finire in isolamento. Bisogna risolvere in fretta questo problema. Si alzino i gradi del riscaldamento. Si effettuino cicli diversi per il ricambio dell’aria, ad esempio aprendo le finestre prima dell’entrata in classe e tra una lezione e l’altra, tenendole aperte per pochi minuti durante le lezioni. In ogni caso si eviti di rendere le aule dei congelatori”.

Interrogazione al Sindaco

Gli edifici delle scuole superiori sono di proprietà della Provincia – conclude Orselli -, a cui si chiede perciò di intervenire con urgenza per controllare la temperatura dei locali e portarla, se al di sotto della norma (che comunque esiste, covid o non covid),  a livelli tollerabili per lo svolgimento regolare delle lezioni, risparmiando agli studenti e al corpo scolastico disagi e malesseri, se non patologie da raffreddamento. Lo stesso richiamo rivolgiamo al Comune di Ravenna per le altre scuole e servizi educativi pubblici del territorio, se nelle medesime condizioni.

Essendo Michele De Pascale al tempo stesso presidente della Provincia e sindaco di Ravenna, ne discende, da parte di Lista per Ravenna, un’interrogazione che gli viene trasmessa oggi stesso. Essendo pure presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria, organo di indirizzo politico-amministrativo dell’AUSL Romagna, egli ne comprenderà l’urgenza”.