“Siamo pronti ad aiutare il Governo, ma abbiamo la necessità di essere ascoltati e di percorrere una strada comune che non rischi di penalizzare alcune categorie più di altre”

Continuano le polemiche sul nuovo Dpcm firmato ieri, domenica 25 ottobre, dal Premier Giuseppe Conte, in materia di contrasto alla diffusione del Covid-19. Sul tema è intervenuto anche il Sindaco di Cervia, Massimo Medri, che, aver incontrato le Associazioni di categoria e avere informato le Organizzazioni sindacali, contesta alcune tra le decisioni prese dal Governo.

“Ci rendiamo conto dell’esponenziale aumento dei contagi e della necessità di ridimensionare i dati giornalieri dell’epidemia – scrive il Sindaco –. Non possiamo rischiare di essere sopraffatti, anche per i danni che un aumento troppo forte dei contagi arrecherebbe comunque all’economia del nostro territorio, allo stesso tempo capiamo e approviamo la necessità di non poter rischiare chiusure totali a Natale.

Perdere il mese a cavallo tra dicembre e gennaio, anche per il nostro territorio, vorrebbe dire rischiare di mettere in ginocchio la nostra economia. Pertanto comprendiamo la necessità dell’Istituito Superiore di Sanità e del Governo di dovere percorrere una strada per salvaguardare economia e vite, quello che però non concepiamo sono alcune scelte, tra queste quella di chiudere i ristoranti alle ore 18.00. Non comprendiamo quale sarebbe il rischio effettivo all’interno dei locali di andare a cena con il proprio nucleo famigliare, congiunto o convivente.

A Cervia ci sono attività che hanno già sofferto molto, e non possiamo permettere che rischino la chiusura a causa di nuove restrizioni. Allo stesso tempo non comprendiamo la chiusura di Cinema, Teatri e Convegni, in questi luoghi le persone vengono ampiamente controllate già all’ingresso, qui viene misurata loro la temperatura ed è obbligatorio l’uso della mascherina, inoltre all’interno come da DPCM vengono mantenuti tutti i distanziamenti.

Per tali motivi crediamo che Cinema e Teatri non si possano considerare un luogo non sicuro, non meno di Fiere e Centri Commerciali. In questi mesi inoltre le nostre Palestre hanno investito per adeguare le proprie strutture a tutti i protocolli, e al momento non abbiamo avuto alcuna segnalazione di contagi all’interno di queste strutture, per questo non comprendiamo perché debbano essere penalizzate, se rispettano a pieno i protocolli dati e non vengono fornite evidenze sul rischio in questi luoghi.

Salvaguardare sì la salute, ma non fare pesare ulteriormente la situazione su chi ha già sofferto molto. Chiediamo pertanto di essere ascoltati dal Governo, come già altri comuni hanno chiesto. Valutiamo quali sono i reali fattori di contagio, limitiamo l’accesso ai luoghi a maggior rischio, ma cerchiamo di mantenere intatta l’economia del nostro territorio.

Inoltre chiediamo che siano incrementati i controlli, anche da parte del Ministero dell’Interno che ha le potenzialità e le capacità di monitorare il territorio. Ultima cosa crediamo sia importante capire rapidamente come aiutare economicamente le attività penalizzate e già in difficoltà, con contribuiti mirati alle categorie ad oggi più deboli.

Non lasciamo i cittadini soli, non rischiamo di alimentare la rabbia sociale, il Comune di Cervia è pronto ad aiutare il Governo ove possibile, nella gestione di bonus e quanto sia necessario, ma abbiamo la necessità di essere ascoltati e di percorrere una strada comune che non rischi di penalizzare alcune categorie più di altre. Fin da marzo il comune di Cervia ha mobilitato risorse economiche e finanziarie per sostenere e informare imprese e famiglie.

Questo sforzo continuerà anche in questa fase molto delicata accelerando tutti i processi decisionali in sintonia con le rappresentanze istituzionali, con le parti sociali ed economiche. La pandemia che stiamo vivendo sta segnando la nostra vita, e rimarrà sempre nella nostra memoria. Invito tutti i cervesi a rispettare le misure contenute nel DPCM e a mettere comunque al primo posto la tutela della salute pubblica. Solo in un clima di condivisione e rispetto reciproco si potranno individuare soluzioni comuni”.