Dal 2017 a oggi sono sei gli episodi per i quali la Polizia locale si è vista costretta a procedere

I social media negli ultimi anni sono diventati luoghi, in alcune particolari situazioni, dove i commenti assumono la forma di vere e proprie diffamazioni. La Polizia locale di Ravenna, in diverse circostanze, è stata destinataria di frasi offensive e diffamatorie. Verso questi episodi si è proceduto all’identificazione dei responsabili e, quando il diritto di opinione e di critica è risultato essere stato ineluttabilmente oltrepassato, si è proceduto con il loro deferimento alla Procura della Repubblica. In particolare sono sei gli episodi, dal 2017 a oggi, per i quali la Polizia locale si è vista costretta a procedere, nella consapevolezza che è doveroso difendere il corpo e gli agenti che ne fanno parte, rendere noto che gli autori vanno incontro a sanzioni penali, ma anche per contribuire a far crescere una coscienza collettiva del rispetto.

I commenti sono stati pubblicati sul social network Facebook, accanto a notizie riportate da testate giornalistiche locali o gruppi pubblici riguardanti operazioni di controllo del territorio, segnalati al comando da privati cittadini o dagli agenti che ne presidiano il contenuto. In un caso, per il quale la Polizia locale ha provveduto a costituirsi parte civile nel processo, la persona che ora risulta indagata si era resa responsabile di numerosi post a seguito delle operazioni di sequestro di merce per contrastare l’abusivismo commerciale.

Le ultime due denunce sono state sporte nei confronti di due persone che avevano commentato con pesanti epiteti le notizie riguardanti i controlli da parte degli agenti per prevenire la formazione di assembramenti e le misure di prevenzione anti contagio da Covid-19 durante la notte di San Lorenzo.