Da sx: Emanuele Lambertini (atleta paralimpico della nazionale italiana, ha fatto le paraolimpiadi a Rio 2016), Matteo e Isabella Signani
Da sx: Emanuele Lambertini (atleta paralimpico della nazionale italiana, ha fatto le paraolimpiadi a Rio 2016), Matteo e Isabella Signani

La campionessa istituisce nel territorio la possibilità per chi è affetto da disabilità di praticare questo bellissimo sport.

Un enorme passo in avanti verso l’inclusione sociale grazie a Isabella Signani e alla Società Schermistica Lughese: nasce il Progetto Schermistico Paralimpico, una possibilità per chi è affetto da disabilità ed è costretto alla vita sulla carrozzina, di praticare questo bellissimo sport.

Come è nato il progetto?

E’ Gennaio 2020 e la campionessa Isabella Signani si trova nella sala di scherma per gli allenamenti quando arriva Matteo, un uomo affetto da una malattia degenerativa che tre anni fa gli ha portato via per sempre l’uso delle gambe.

Matteo, che ora vive in sedia a rotelle, si rivolge pieno di energia a Isabella per chiederle se sia possibile fargli praticare la scherma; raccontandole anche di essersi precedentemente rivolto a diverse società sportive del territorio (per vari tipi di sport) senza però trovare alcuno che gli desse la disponibilità di adattare l’attività alla sua condizione fisica.

La sfida non ha certo intimorito la campionessa che, anzi, non solo ha deciso di insegnare da subito a Matteo il suo amato sport, ma di mettere in piedi un vero e proprio progetto che desse l’opportunità a tutti i disabili di imparare la scherma. Le difficoltà non hanno però tardato ad arrivare.

Per poter far praticare la scherma ai disabili sono infatti necessari degli attrezzi specifici per gli allenamenti, come un’apposita pedana e delle carrozzine particolari e per poter acquistare il tutto servivano circa 8mila euro.

Era necessario quindi ottenere dei finanziamenti per poter comprare il materiale e Isabella non si è certo tirata indietro riuscendo, non senza fatica, a ottenere i fondi necessari e non solo: la Federazione Italiana Scherma ha approvato con entusiasmo il progetto ed ha anche deciso di cedere gratuitamente per un anno la pedana paralimpica alla società. “Quando la Federazione ha approvato il progetto ho capito che tutto si sarebbe concretizzato, che potevo crederci davvero, che da lì in poi avrei messo in piedi questo grande sogno”

Le soddisfazioni però non finiscono qui: il Comitato Italiano Paralimpico – CR Emilia Romagna ha contattato la società per inserirla nel portale SportEr Paralimpico: un’app in cui sono presenti tutte le società del territorio che offrono un servizio sportivo per disabili.

Una grande notizia per Isabella che cerca ora di fare un ulteriore passo in avanti: ottenere più visibilità. Sì, perché, come ci racconta la campionessa: “Da Gennaio ad oggi nel settore paralimpico è iscritto solo Matteo. Purtroppo generalmente chi vive in una condizione di disabilità tende a rinchiudersi, anche per via della società che lo porta a ciò, e si fa sempre più difficile uscire da questa condizione quotidiana… obiettivo che, invece, a noi sta molto a cuore”.

L’attuale situazione sanitaria ha ovviamente messo subito i bastoni fra le ruote a questo grande progetto, congelato in una pausa forzata nel suo primo anno di nascita, ma quando l’emergenza cesserà ci si augura che sempre più disabili provino questa bellissima esperienza: praticare uno sport meraviglioso con un team pieno di energia.

“Quando a Maggio siamo usciti dal lockdown, Matteo mi ha subito contattata – racconta entusiasta Isabella  – dimostrando l’immensa voglia e passione che prova per questo sport, chiedendomi di ricominciare gli allenamenti. Inoltre ha chiesto specificamente che fossi io a seguirlo. E’ stata un’emozione indescrivibile a parole, mi sono guardata allo specchio e ho capito che stavo facendo qualcosa di davvero buono.

La disabilità purtroppo è ancora un tabù che la gente non sempre è pronta ad affrontare, ma è decisamente ora di sdoganare tutto ciò”. 

Valentina Orlandi