Quattro i soggetti scoperti dalle Fiamme Gialle di Cervia per un danno alle casse pubbliche di circa 30mila euro

Nelle scorse settimane, nell’ambito del controllo economico del territorio e in stretta sinergia operativa con l’Inps, anche i militari della Tenenza di Cervia hanno provveduto alla verifica della regolare elargizione del reddito di cittadinanza a favore di alcuni soggetti segnalati direttamente al Comando ovvero indicati quali indebiti fruitori da parte del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma.

In particolare erano emersi elementi di rischio di frode con riguardo ad alcuni nuclei familiari che stavano beneficiando del sussidio, nei confronti dei quali la Tenenza di Cervia ha operato i conseguenti approfondimenti per riscontrare l’effettività del possesso dei requisiti di legge per poter ottenere l’erogazione di tale integrazione reddituale.

I successivi accertamenti hanno quindi permesso di appurare che in ben 4 casi dei 5 controlli effettuati il reddito di cittadinanza veniva riscosso senza averne titolo, per un danno alle casse pubbliche stimato in circa 30.000 euro.

In particolare, tra i casi approfonditi è stato individuato un soggetto che, in sede di autocertificazione necessaria alla richiesta del contributo, aveva omesso di inserire nel proprio reddito cospicue vincite al gioco on-line. In un altro caso, invece, il percettore aveva risieduto all’estero nei due anni antecedenti all’ammissione al beneficio, mentre gli altri due beneficiari sanzionati avevano dolosamente omesso dalla composizione del proprio nucleo familiare degli appartenenti che disponevano di redditi sopra soglia, arrivando perfino, in un caso, a simulare una separazione consensuale, con trasferimento di residenza di un coniuge in un’altra città.

Tutti e quattro i responsabili dell’indebita percezione del reddito di cittadinanza sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna per il reato punito dall’art. 7 del D.L. n. 4/2019 che prevede la reclusione da due a sei anni per coloro che, al fine di ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza, producono dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, e segnalati all’INPS per la revoca della concessione del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.

L’attività di servizio svolta nello specifico settore, come tutti gli altri interventi ispettivi a tutela della spesa pubblica, testimonia il quotidiano impegno della Guardia di Finanza affinché i sussidi e i contributi pubblici siano concessi a chi effettivamente ne abbia più bisogno e diritto, posto che l’indebito accesso a benefici assistenziali da parte di chi non ne avrebbe titolo aggrava l’iniquità sociale e genera un danno per le casse pubbliche, drenando illecitamente risorse che dovrebbero essere impiegate per il contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.