Velda Ponti nella propria abitazione con alle spalle un suo quadro materico e un presepe di Bartoli e Cornacchia (Foto Paolo Genovesi / Publimedia)
Velda Ponti nella propria abitazione con alle spalle un suo quadro materico e un presepe di Bartoli e Cornacchia (Foto Paolo Genovesi / Publimedia)

Dopo la scomparsa del marito Walter Bartoli Brisighella perde un altro pezzo della sua storia artistica

Si è spenta questa mattina, martedì 22 dicembre, all’età di 86 anni, Velda Ponti, grande pittrice brisighellese. Mondo dell’arte in lutto, soprattutto a Brisighella che, dopo la scomparsa nel 2016 del marito Walter Bartoli, scultore allievo di Biancini, perde un altro pezzo della sua storia artistica. 

Adelmo Cornacchia, pittore allievo di Ugonia e ceramista socio di Bartoli, rimane ora l’unica stella vivente del mondo dell’arte brisighellese.

Velda Ponti nasce nel 1934 a Faenza, dove frequenta la scuola serale di disegno Tommaso Minardi. Nel ’64 sposa lo scultore e ceramista Walter Bartoli e nel 1968 si trasferisce a Brisighella. Il suo primo significativo ciclo pittorico è del 1969-1973. La sua ispirazione originaria è legata all’espressionismo e alla concezione di un’arte naturale e spontanea: in seguito gradatamente abbandona l’influenza espressionista, senza perdere il piacere per i colori, la semplicità e l’ironia . Tra i suoi diretti interlocutori: Mattia Moreni e il gruppo Cobra di Karel Appel e Asger Jorn. In oltre cinquanta anni di pittura attraversa periodi diversi: come i Paesaggi, i Ritratti, le Bambole. Con il ciclo Forse sono labbra (2000) l’immagine si avvicina alla fisionomia umana e in Coperte (2001-2002) le immagini si scoprono e si iniziano a leggere nuove forme come farfalle e volti. Dal 2003 al 2005 la ricerca di Velda Ponti prosegue con i cicli Fiori per una bandiera, Meglio le bambole, Esseri senza nome. Ha iniziato la propria carriera espositiva nel 1957 e da allora ha esposto ininterrottamente soprattutto in Emilia Romagna, Toscana, a Roma e a Madrid.

Nel 2011 Velda Ponti ha collaborato anche con Ravenna24ore nella realizzazione della propria mostra “Ti dono un fiore”, multimediale e innovativa, per la quale venne realizzato un video divulgativo.

Domani, mercoledì 23 dicembre, dalle 14 alle 18, presso la camera mortuaria in via F.lli Cardinali 90, a Brisighella, sarà possibile fare l’ultimo saluto a Velda, mentre la cerimonia funebre si terrà in forma privata.

Di seguito una memoria del’artista bagnacavallese Carlo Polgrossi:

“Velda è andata a trovare l’amatissimo Walter con cui ha diviso le gioie e i dolori di una vita.

La sua storia artistica è iniziata da ragazzina ed è diventata ufficiale con la prima mostra personale nel 1957, proseguendo poi ininterrotta recitata in un meraviglioso e coloratissimi teatrino in compagnia dei suoi amati personaggi e delle loro mirabolanti imprese. Ci sono il gatto volante, gli eroi di pietra, quelli di carta, i mangiatori di farfalle, amici e vicini di cortile, alfabeti, angeli in corsa,  non piangere Palestina, il canto della luna e tanti altri temi alla rinfusa. Una volata dentro al quotidiano con vista delle colline circostanti e della gente che si muove intorno. Uno sguardo affettuoso e ironico sulla vita ed i suoi aspetti, di gusto felliniano, ove gli animali parlano e gli uomini volano, che si trasforma in un vitalissimo paradosso formale sovente velato di malinconia. Nel suo lungo percorso iconografico l’artista ha affrontato sovente grandi temi sociali del nostro tempo e lo ha fatto con ansia intrisa di antico sospetto “Speriamo che qualcosa cambi” oppure “Mangiatori di farfalle” faziosa ed amara parodia visiva su come si possa distruggere la bellezza per incapacità di riconoscerla.

Velda Ponti, grande artista figurativa del nostro ‘900, è stata un unicum fatto di rara potenza cromatica e di formidabile versatilità creativa. È stata persona colorata dentro e fuori sempre con l’anima leggera e variopinta e le sue opere erano come i suoi pensieri”.