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I dati di Ausl Romagna per il periodo dal 14 al 20 dicembre, quando in provincia di Ravenna si sono registrati 51 decessi (nei due periodi precedenti erano stati addirittura 84 e 63)

Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, Ausl Romagna alcuni dati relativi alla settimana dal 14 al 20 dicembre, precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo).

Nella settimana di riferimento si sono verificate infatti 2.893 positività su un totale di 35.582 tamponi, con una incidenza dunque del 8,1 per cento, in leggerissima crescita ma sostanzialmente in linea col dato della settimana precedente (2.711 casi e 7,9% di incidenza); incidenza che resta al di sotto della media nazionale. Su questo specifico indicatore si registra, nell’ultima settimana, un lieve calo su tutti i territori salvo Forlì, con Ravenna che scende dall’8,1% al 7,5%.

Ravenna è anche l’unica a scendere per quanto riguarda l’indicatore delle positività su popolazione residente, con 23,71 casi su 10mila abitanti, dato migliore dal 1 novembre (nel periodo dal 7 al 13 dicembre erano 27,54). Negli altri territori romagnoli si registra invece un leggero aumento, con il dato più alto che resta quello di Rimini (31,37 casi per 10mila abitanti) e Cesena che supera Ravenna (26,47), mentre Forlì resta la meno colpita, anche se i casi crescono da 13,74 a 18,81 per 10mila abitanti.

La percentuale di asintomatici media romagnola, calcolata sulle ultime 3 settimane (periodo 1-22 dicembre) è del 49%, con Ravenna nettamente sopra alle altre province con il 60% (segue Rimini con il 52%, poi Forlì e Cesena sotto la media con 33% e 29%).

La performance dei tempi di refertazione dei tamponi entro le 48 ore si attesta sul 78%, leggermente in calo dall’82% dei 7 giorni precedenti, ma pari ai livelli di inizio dicembre. Per quanto riguarda l’indicatore relativo alle persone ricoverate, a fine della scorsa settimana la quota di 574 ricoveri (più 30 rispetto alla settimana precedente) mantiene l’azienda oltre il livello rosso del Piano ospedaliero Covid; stazionarie in valore assoluto le terapie intensive mentre è in calo la loro percentuale rispetto al totale dei ricoveri (6,8% al 21 dicembre contro il 7,2% al 14 dicembre), la percentuale dei ricoverati in terapia intensiva resta inferiore a quella media regionale.

I dati nel Ravennate comune per comune

Nel periodo selezionato, tra il 14 e il 20 dicembre, sono 896 i nuovi casi registrati sul territorio della provincia di Ravenna, 129 in meno rispetto ai 1.025 dei 7 giorni precedenti. Da inizio epidemia sono quindi 10.888 i casi di positività registrati nel Ravennate, mentre calano di molto i casi attivi, da 3.344 a 2.310. Tra i dati divisi per comune spicca quello di Faenza, che, al contrario di quasi tutti gli altri, vede crescere i contagi settimanali da 231 a 263.

Resta purtroppo pesante il bilancio dei decessi in provincia di Ravenna: sono 51 nel periodo analizzato dal 14 al 20 dicembre, 394 in totale da inizio epidemia. Il dato è in calo rispetto ai 63 della settimana precedente e gli 84 registrati tra il 30 novembre e il 6 dicembre. Solo a dicembre però i morti sono quasi 200 (198) e il conto sale a oltre 300 (307 per la precisione) dal 1 novembre a oggi.

La tabella

Il commento

“Gli indicatori restano su un livello di stazionarietà – commenta il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Mattia Altini – e non dobbiamo dimenticare che questi indicatori, per la realtà romagnola, sono migliori rispetto a quelli di altri territori. Questa realtà non deve però ‘consolarci’ ne’ tantomeno distogliere il nostro impegno dall’azione costante che stiamo mettendo in campo, e dalla prevenzione. E’ indispensabile, ad esempio, che i ricoveri calino, come già detto, anche in vista dell’infuenza stagionale. Perciò torno a ribadire quanto sia fondamentale rispettare le misure di precauzione previste, a partire da distanziamento, uso della mascherina e igiene delle mani. E’ importante per noi stessi e per aiutare gli operatori del Sistema sanitario che da oltre dieci mesi stanno lavorando senza sosta”.