Un'anziana signora indossa la mascherina chirurgica e guarda fuori dalla finestra (foto di repertorio)
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Nel report settimana di Ausl Romagna alcuni dati incoraggianti per il Ravennate, che diventa però la provincia romagnola con più morti. Quasi 9 decessi al giorno da fine novembre

Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da Covid-19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, Ausl Romagna riporta, come consuetudine di mercoledì, alcuni dati relativi alla settimana dal 4 al 10 gennaio (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo).

Nella settimana di riferimento si sono verificate 3.742 positività su un totale di 33.687 tamponi, con una incidenza dunque del 11,1%, sostanzialmente in linea rispetto al dato della settimana precedente e con un calo in valore assoluto di circa 150 casi; l’incidenza inoltre resta al di sotto della media nazionale. Su questo specifico indicatore si registra, nell’ultima settimana, un calo nei territori di Forlì, Ravenna (che ha il dato più basso della Romagna scendendo da 10,1% a 9,5%) e Rimini, mentre Cesena risulta in aumento.

Stesso trend si riscontra quanto all’indicatore delle positività su popolazione residente, con Ravenna che scenda da 34,11 a 28,54 casi per 10mila abitanti (meglio solo Forlì con 27,70). La percentuale di asintomatici media romagnola è attorno al 40%, con la nostra che mantiene il dato maggiore (49%) rispetto alle province. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi entro le 48 ore si attesta sull’89%, sostanzialmente in linea con la settimana scorsa.

Per quanto riguarda l’indicatore relativo alle persone ricoverate, a fine della scorsa settimana la quota di 619 ricoveri mantiene l’azienda oltre il livello rosso del Piano ospedaliero Covid; in calo però i ricoverati nelle terapie intensive, sia in valore assoluto (44 contro 41) sia in percentuale rispetto al totale dei ricoveri: 6,8% contro 7,3%. La percentuale dei ricoverati in terapia intensiva resta comunque inferiore a quella media regionale.

“Sebbene nel periodo di riferimento si registrino lievi cali della maggior parte degli indicatori, possiamo affermare che nelle ultime settimane i dati continuano a mantenere un andamento a dente di sega – commenta il direttore sanitario dell’Ausl Romagna Mattia Altini -, e conseguentemente, nonostante l’inizio delle vaccinazioni, resta indispensabile mantenere altissima la guardia e rispettare le linee guida relative alle pratiche per cercare di limitare il rischio di contagio. Ormai l’abbiamo detto tante volte: i dati dei ricoveri devono calare, altrimenti rischiamo di mettere a repentaglio l’attività anti covid. E  non dobbiamo neppure sottovalutare il rischio di nuovi picchi che, sebbene in Romagna la situazione sia leggermente migliore che altrove, metterebbero a dura prova la tenuta dei servizi, in particolare quelli ospedalieri. Veniamo da quasi 11 mesi di sforzi sovrumani da parte del personale, che ringraziamo una volta di più, e di conseguenza, proprio perchè col vaccino si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel, tutti dobbiamo essere pronti a qualche sacrificio, se servirà, per uscirne il prima possibile e intanto limitare i danni”.

I dati della provincia di Ravenna comune per comune

Se gli altri indicatori appaiono relativamente in miglioramento per la provincia di Ravenna, continuano ad essere tanti i decessi. Nel periodo in analisi, tra il 4 e il 10 gennaio, infatti, sono morte altre 76 persone, portando il dato complessivo da inizio epidemia a 592, il più alto tra tutte le province romagnole (superata Rimini, che conta 586 decessi totali).

Il dato più impressionante è che i decessi totali nel Ravennate erano 167 il 22 novembre scorso: nella nostra provincia sono quindi morte 425 persone in neanche 2 mesi (7 settimane per la precisione, dal 23 novembre al 10 gennaio), ovvero abbiamo perso tra le 8 e le 9 vite ogni giorno a causa del Coronavirus!

Nel confronto con la settimana precedente sono invece in calo i casi registrati: 1.083 contro 1.289. Crescita per i casi attivi, da 2.716 a 2.869.

Di seguito la tabella con i dati comune per comune.