Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, pur comprendendo la situazione di forte disagio, si appella alla sensibilità sul rispetto delle regole, auspicando che non si debba ricorrere alle sanzioni di carattere amministrativo e penale previste dalla legge

A breve distanza dall’entrata in vigore del D.L. 5 gennaio u.s., n.1, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria da COVID-19,  il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Ravenna Dott. Enrico Caterino, è tornato a riunirsi nella giornata di ieri, giovedì 14 gennaio, alla presenza del Vice Sindaco di Ravenna Eugenio Fusignani, dei Vertici delle Forze di Polizia, del Responsabile del Dipartimento dell’Igiene Pubblica dell’AUSL Romagna, nonché dei Comandanti della Sezione Polizia Stradale, della Polizia Provinciale e della Polizia Locale di Ravenna.

La riunione è stata indetta in primo luogo per tracciare un quadro informativo in ordine all’andamento della campagna vaccinale e alla pianificazione dei relativi servizi di scorta dei trasporti e di vigilanza dei siti adibiti allo stoccaggio e alla somministrazione dei lotti di vaccino assegnati a questa provincia.

Ai fini della migliore realizzazione dell’articolata campagna vaccinale sono state coinvolte tutte le Forze dell’Ordine, comprese le specialità della Polizia di Stato, che attraverso un coordinato concorso nei dispositivi di sicurezza garantiscono un imprescindibile contributo alla riuscita dell’intera operazione, che le vedrà certamente impegnate anche nei prossimi mesi.

In tale ottica è stata condivisa l’opportunità di dare ulteriore impulso all’attività di monitoraggio e presidio del territorio, al fine di scongiurare azioni illecite ovvero iniziative di dissenso che possano pregiudicare il complesso sistema di tutela della salute collettiva.

Tale strategia di intervento improntata alla massima severità risponde all’esigenza di garantire un’efficace azione di contenimento e mitigazione del contagio, che non può non ispirarsi a quei criteri di prudenza e di massima precauzione ai quali devono uniformarsi i comportamenti di tutti i cittadini.

Nel quadro così delineato, si è sviluppato il confronto circa l’iniziativa preannunciata sui social network di riaprire, anche in questa provincia, le attività di ristorazione nelle fasce orarie interdette.

Questa forma di disobbedienza verso le norme che impongono questi specifici divieti ha incontrato il netto ed incondizionato dissenso di tutte le componenti presenti alla riunione, che nei vari interventi hanno sottolineato come la gravità delle intenzioni manifestate dagli operatori di categoria, qualora poste in essere, scatenerebbero inesorabilmente un’impennata della diffusione del virus con inevitabili ricadute sui livelli di tenuta del sistema sanitario locale. 

Un altro aspetto oggetto di valutazione è stato quello dell’inconciliabilità dell’iniziativa con il principio di legalità e conseguentemente dell’impossibilità di poter tollerare tali forme di protesta, che richiedono interventi improntati al massimo rigore e fermezza.

La convergenza delle opinioni espresse durante la riunione impongono – pur comprendendo la situazione di forte disagio in cui versano gli imprenditori e i lavoratori della ristorazione e dei pubblici servizi –  l’adozione di misure stringenti in virtù del prevalente interesse pubblico alla prevenzione e repressione delle violazioni ed in particolare modo dei reati che potranno configurarsi sulla base della vigente disciplina in materia di inosservanza delle norme previste per il contenimento e la diffusione epidemiologica in atto.

Alla luce di tali valutazioni, richiamare la sensibilità delle comunità locali sulla necessità di un attento e consapevole rispetto delle misure precauzionali, rappresenta un imperativo per tutte le componenti istituzionali e locali, al fine di ovviare alle più gravi conseguenze che deriverebbero dall’applicazione delle sanzioni di carattere amministrativo e penale previste a tutela della salute pubblica.

In sintonia con quanto sopra, il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale ha ritenuto di formulare il seguente appello: “La rabbia lo sconforto e la preoccupazione degli imprenditori e dei lavoratori della ristorazione e di tutti i pubblici esercizi è assolutamente comprensibile e come istituzioni siamo al loro fianco nel richiedere  provvedimenti equi  ristori adeguati. La tutela della salute va messa al primo posto, ma questo non significa non comprendere il danno dell’economia. Detto questo mi sembra di rivolgere a tutti gli operatori un appello sincero e accorato per il rispetto assoluto delle regole. Ravenna è una città civile dove la pluralità di opinioni e il dissenso rappresentano un valore in cui però il rispetto delle regole e la legalità sono un principio non derogabile”.