Gli auguri del Segretario Provinciale generale di Ravenna del Nuovo Sindacato Carabinieri, Giovanni Morgese, al nuovo Comandante Generale dell’Arma.

“Auguriamo, come Sindacato Nsc-Segreteria Ravenna , al nuovo Comandante Generale una proficua “rivoluzione” strutturale e strategica in linea con le necessità operativa del nuovo corso da lui diretto. Se Budda ha previsto che tutto ciò che ha un inizio ha una fine, mi sembra corretto terminare con la solita “retorica” della famiglia e del comandante padre di famiglia a cui affidarsi ciecamente. Non ci crede più nessuno se non le cordate per motivi carrieristici, forse. Non credo che nuove regole possano migliorare la situazione e i rapporti tra le diverse compagini e categorie. Oggi si ha bisogno di vincoli e controlli proprio su chi assume cariche di comando. Stringente e severa per evitare che l’utilizzo dei trasferimenti e della disciplina diventino arma di plagio e persuasione al posto del carisma e dell’esempio. La preparazione psicologica più che per i militari delle Stazioni, serbatoio “sfruttato” e in “agonia” dovrebbe essere riservato alle figure dirigenziali per contenere frustrazione e suicidi. La figura del “macho”, comandante, va bene nell’esercito e nelle missioni di “guerra” mentre risulta altamente controindicato nelle forze di polizia ad ordinamento militare . Il comandante e l’obbedienza cieca non sono un buon punto di partenza. I vari corti circuiti giudiziari ne sono evidenza. Il benessere del personale non può essere appannaggio della scala gerarchica ma deve essere concordato passo passo con le realtà sindacali. Le vicende giornalisticamente e giudiziariamente note come i casi: Cucchi e Piacenza, hanno solo evidenziato che la figura dell’obbedienza militare cieca e totale é foriera di situazioni pericolosissime. Speriamo si ascoltino le componenti sindacali prima di adottare nuove regole”.