Dei piccioni si cibano dalla mano di una persona (foto di repertorio Shutterstock.com)

A più riprese i vigili hanno messo sotto osservazione alcune delle zone particolarmente afflitte dal problema

Il divieto viene quale conseguenza dei problemi derivanti dal guano dei volatili in genere fenomeno particolarmente sentito nelle città per la sporcizia che si accumula lungo i prospetti di edifici privati e causa anche di deterioramento dei monumenti lapidei per la componente acida del loro contenuto, senza tenere in considerazione gli agenti patogeni e i parassiti in esso contenuti.

È per questo motivo che da diverse settimane la polizia locale dell’Unione ha iniziato nuovamente a mettere sotto la lente d’ingrandimento questo problema, amplificato dalle abitudini di alcuni che, violando l’articolo 37 del Regolamento di polizia urbana del Comune di Faenza, forniscono da mangiare ai volatili. A più riprese i vigili hanno messo sotto osservazione alcune delle zone particolarmente afflitte dal problema individuando e sanzionando tre faentini che cospargevano il terreno di briciole o addirittura di mangime che attira frotte di piccioni con le ovvie conseguenze di deiezioni. A loro sono state comminate sanzioni da 50 euro.

Tra le zone messe sotto la lente d’ingrandimento dai vigili l’area del centro città attorno a via Naviglio con piazza Rampi e piazza Ricci, piazza San Francesco e alcune strade limitrofe, la zona nei pressi della clinica San Pier Damiani e le vie attorno all’ex Cisa e alcune strade tra corso Garibaldi e viale delle Ceramiche. Nei mesi scorsi, per fronteggiare il problema, l’amministrazione comunale aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione accompagnata anche da specifici cartelli informativi di divieto di dar da mangiare ai piccioni affissi nelle aree particolarmente interessate dal fenomeno. Ricordiamo che l’articolo 37 del Regolamento di polizia urbana del Comune di Faenza vieta di alimentare piccioni o altri volatili nel centro abitato, nelle strade, piazze o altri luoghi pubblici, nelle aree private aperte, balconi, terrazze, tettoie, davanzali, soglie, parapetti e nicchie raggiungibili dagli stessi. I trasgressori sono soggetti a una sanzione amministrativa pecuniaria da 25,82 a 154,94 euro (art 115 del regolamento di igiene urbana).

La campagna di sensibilizzazione dell’amministrazione manfreda verrà nuovamente proposta nei prossimi mesi.