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La proposta di realizzare mosaici da incastonare nelle vie della città in memoria delle vittime della Shoah

Una proposta dal grande valore storico e artistico quella della realizzazione dei “Mosaici d’inciampo” a Ravenna.
L’idea prende spunto dalle “Pietre d’inciampo”: un’iniziativa diffusa in diverse zone d’Italia nata il 9 gennaio del 2012 a Roma dall’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig. Si tratta dell’installazione di pietre o sanpietrini in ottone in prossimità delle abitazioni o dei luoghi di lavoro delle vittime della persecuzione nazifascista deportati nei campi di sterminio oppure giustiziati. Sulle pietre d’inciampo sono solitamente incise le generalità delle vittime.
Sull’onda ti questo tipo di valorizzazione storica tramite l’arte urbana sono stati realizzati, ad esempio, i “Fogli fossili della Seconda Guerra Mondiale” a Pesaro: un progetto realizzato dagli alunni del Liceo Mengaroni i quali hanno realizzato dei “fogli” in ceramica, poi installati nel marciapiede davanti alla sede del Comune, i quali ripercorrono con documenti e articoli di giornale l’impatto delle Leggi Razziali (Leggi antiebraiche 1938-1945) sulla città.
Ravenna potrebbe dunque unire l’importanza della memoria, da sempre centrale per la città, alla valorizzazione urbana ed artistica sfoggiando la sua punta di diamante, il mosaico, e incastonandolo nelle proprie vie. Tramite le tessere potrebbero essere rievocati documenti, fogli di giornale, fotografie o creare mosaici commemorativi delle vittime innocenti dell’Olocausto.

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