Nelle ordinanze firmate dal ministro Speranza l’Emilia-Romagna aveva evitato la zona rossa, ma in serata un provvedimento regionale cambia il colore delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Forlì: da lunedì chiusi negozi e asili

L’Emilia-Romagna resta in zona arancione, ma solo parzialmente, perché un’ordinanza regionale, in vigore da lunedì, allarga la zona rossa (già in vigore a Bologna e Modena) a tutta la Romagna (province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini).

Nel pomeriggio, le ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che entreranno a loro volta in vigore da lunedì, avevano solo per qualche ora scongiurato la zona rossa per la nostra città.

Unica regione a diventare rossa nella sua totalità è la Campania, che si unisce a Basilicata e Molise. La Lombardia diventa arancione scuro, mentre passano da giallo ad arancione Friuli Venezia Giulia e Veneto.

La nostra regione, ha fatto segnare oggi, venerdì 5 marzo, un nuovo record di contagi (oltre 3mila) e la cabina di regia del venerdì ha chiesto misure più restrittive per tutti i territori che hanno più di 250 casi per 100mila abitanti nell’ultima settimana, ma l’indice Rt regionale è salito a 1,13 (quello nazionale nell’ultima settimana è 1,06), dato non è sufficiente per far scattare in automatico il cambio di colore.

Secondo quanto si legge sui principali quotidiani online, la decisione di mantenere la zona arancione in Emilia-Romagna sarebbe dovuta anche alle differenze che ci sono fra i vari territori. Forse proprio per questo la Regione ha deciso di allargare la zona rossa a tutti i comuni dell’Ausl Romagna.

L’ordinanza regionale: Romagna zona rossa

Da lunedì 8 marzotutti i comuni della Ausl Romagna entrano in zona rossa. Si tratta di quelli delle province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, territori già ora in arancione scuro fatta eccezione per il Forlivese, anch’esso in rosso da lunedì.

Sulla base dei dati forniti dall’Azienda sanitaria, e informati i sindaci, la Regione adotterà nella giornata di domani una nuova ordinanzain vigore dall’8 marzo e fino domenica 21 marzo, per fronteggiare la diffusione dei contagi, che continua ad aumentare a causa delle nuove varianti, anche fra giovani e giovanissimi, e proteggere la rete ospedaliera, dove sono in costante aumento i ricoveri sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive.

Le principali restrizioni che verranno introdotte con la zona rossa, in aggiunta a quelle previste in arancione scuro, riguardano la chiusura di nidi e materne, la didattica a distanza al 100% per tutte le scuole dalle elementari e l’Università, lo stop alle attività commerciali ad eccezione di quelle essenziali come farmacie, parafarmacie, negozi di vendita di alimentari, edicole e altre specifiche categorie.

“La situazione epidemiologica continua a vedere un’impennata nella diffusione del virus, con numeri che ogni giorno e in pochissimo tempo arrivano a livelli difficilmente riscontrabili in passato- affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Servono decisioni rapide, per rispondere colpo su colpo alla pandemia che cambia a causa di nuove varianti. Per questo, anche di fronte alla conferma oggi dell’Emilia-Romagna in zona arancione da parte del Governo, sulla base però di dati risalenti alla scorsa settimana, davanti a quelli che continuiamo a registrare qui attualmente, e monitorati quotidianamente, dalla trasmissibilità del virus ai ricoveri, e sulla base delle indicazioni della Ausl Romagna, estendiamo la zona rossa già in vigore nelle province di Modena e Bologna ai comuni delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, con quelli del Reggiano già in arancione scuro. Decisioni difficili, che si susseguono, ma che dobbiamo prendere per circoscrivere e frenare il contagio, lavorando insieme al Governo al cambio di passo della campagna vaccinale”.

I dati forniti dalla Ausl Romagna e relativi al territorio di competenza, vedono negli ultimi 14 giorni una incidenza di 832 casi di positività ogni 100mila abitanti. Quanto ai ricoveri, 486 nei reparti Covid mentre le terapie intensive risultano occupate al 38%, al di sopra della soglia limite del 30%.