Gli agenti della Polizia Locale con il cucciolo di cane
Gli agenti della Polizia Locale con il cucciolo di cane

L’esame radiologico ha evidenziato una frattura scomposta del femore destro, secondo il medico non di recentissima data cosa che ha portato il cucciolo a dover convivere con un dolore lancinante per diverse settimane

Gli agenti di una pattuglia della polizia locale dell’Unione della Romagna faentina nei giorni scorsi, durante un controllo in un condominio alle porte della città, hanno notato, all’interno di un recinto, il cucciolo di cane di piccola taglia che zoppicava vistosamente. Gli agenti hanno voluto approfondire e hanno chiesto agli inquilini di chi fosse l’animale. Nell’abitazione erano presenti solo i figli della proprietaria, una 35enne già nota alle forze di polizia, che in quel momento si era allontanata assieme al suo convivente. Il nucleo della polizia giudiziaria ha così deciso di sequestrare l’animale provvedendo a sottoporlo a visita veterinaria. L’esame radiologico ha evidenziato una frattura scomposta del femore destro, secondo il medico non di recentissima data cosa che ha portato il cucciolo a dover convivere con un dolore lancinante per diverse settimane. Inoltre, il cane non era stato registrato all’anagrafe canina e quindi era sprovvisto del microchip d’identificazione, uno degli obblighi di legge ai quali sono tenuti i proprietari degli animali domestici.

La donna una 35enne, successivamente convocata al Comando della polizia locale di via Baliatico, che ha dichiarato essere la proprietaria dell’animale, è stata indagata per maltrattamento di animali perché, anche se non direttamente responsabile, si sarebbe dovuta operare per far curare il cane.

Il cucciolo, dell’apparente età di dieci mesi, è stato affidato alla sezione faentina dell’Enpa. Nei prossimi giorni l’animale verrà sottoposto a un intervento chirurgico per la riduzione della frattura scomposta.

L’ordinamento giuridico disciplina la tutela penale degli animali, condannando l’uccisione ingiustificata, gli atti di crudeltà contro di essi e i maltrattamenti. Dal 2004 infatti, i reati contro gli animali sono divenuti dei veri e propri delitti, puniti nelle forme più severe previste dal nostro codice penale.