Violenza di genere sul posto di lavoro (foto di repertorio Shutterstock.com)

I firmatari si impegnano a screditare, disonorare e denunciare qualsiasi atteggiamento violento verso le donne in termini verbali, psicologici, fisici e sessuali.

Ha già superato le 500 adesioni il manifesto di Legacoop Romagna contro la violenza di genere. L’iniziativa, lanciata in occasione del Giorno della Donna, impegna i cooperatori a una serie di comportamenti e azioni precisi. Tra questi non trasmettere modelli misogini sessisti, condividere il lavoro di cura genitoriale, promuovere e applicare norme che parifichino i congedi parentali per entrambi i genitori, ma anche vigilare contro ogni atteggiamento sessista, promuovere la parità di livelli retributivi, incentivare la parità di genere nella governance delle imprese, combattere la discriminazione nei luoghi di lavoro.
I firmatari si impegnano a screditare, disonorare e denunciare qualsiasi atteggiamento violento verso le donne in termini verbali, psicologici, fisici e sessuali. L’elenco completo è disponibile sul sito di Legacoop Romagna. 
“Assistiamo — si legge nel documento — ad uno stillicidio quotidiano di violenze e femminicidi causati da uomini sulle donne in famiglia, nel lavoro, nel contesto sociale”, una realtà “ampia e profonda fatta di minacce, ricatti, abusi e relazioni di dominio che si concretizzano con stalking, cyber-violenze fino al femminicidio che tradiscono un risentimento e una fatica maschile ad accettare e rispettare la libertà, l’autonomia delle donne oltre ad una difficoltà a cimentarsi in relazioni libere e democratiche”.

La violenza degli uomini verso le donne “non si può liquidare come patologia di pochi individui, ma nasce dalla nostra normalità», è un «un fenomeno strutturale e diffuso che mette in discussione la nostra cultura” e le modalità di relazione a partire dalla “riproposizione di ruoli stereotipati fin dall’infanzia, l’adesione a presunte attitudini maschili e femminili, l’imposizione di valori e norme soggettive non condivise nelle relazioni affettive, le discriminazioni nell’iter di carriera sul lavoro”. Elementi che “contribuiscono a generare questa violenza, impoveriscono la libertà di tutti e tutte”.

“È necessaria una trasformazione culturale profonda – conclude il ‘manifesto’ di Legacoop –  vivere il cambiamento che le donne hanno già da molti anni determinato. Questa trasformazione è un’occasione di libertà, può arricchire e aprire le nostre vite. È possibile e improrogabile un cambio di civiltà”.