L'area Cmc in Darsena (foto Luca Rosetti)

Italia Nostra e Gruppo di Intervento Giuridico odv intervengono per chiedere al Comune di ascoltare i cittadini

Associazioni ambientaliste preoccupate per il progetto legato all’area CMC in Darsena a Ravenna

Italia Nostra, sezione di Ravenna, riporta l’iniziativa di un folto gruppo spontaneo di cittadini volta a richiedere, tramite una petizione, che vengano rivisti gli obiettivi urbanistici che vincolano l’area CMC in via Trieste presso la Darsena di Città

Il gruppo “Ravenna può”, attivo sul social “Facebook”, “invita i cittadini di Ravenna ad attivarsi per evitare che l’area CMC, in vendita, diventi oggetto dell’ennesima speculazione edilizia”.

Scrive il gruppo: “Crediamo che Ravenna disponga di un patrimonio storico, architettonico, culturale, ambientale, balneare e, in una sola parola, turistico, che la rendono unica al mondo e che davvero potrebbe diventare meta dei sogni di ogni turista. Non solo: la Darsena potrebbe essere destinata, per sua natura, a divenire un quartiere accogliente, moderno, inclusivo, attento alle esigenze della popolazione più giovane ed anche, perché no, ai disagi che molto spesso popolano le anonime periferie, le aree post industriali, i quartieri multietnici. Ciò però comporta la valorizzazione delle risorse disponibili e non la loro devastazione attraverso progetti che, forse, sull’immediato sono redditizi per qualcuno, ma alla lunga penalizzano l’intera comunità”.

“Come non concordare? – aggiunge Italia Nostra – Abbiamo ancora negli occhi l’ultimo trasbordatore di banchina, distrutto in un weekend di luglio del 2015, grazie ad una perizia, avallata dal Comune, a dir poco discutibile. Quanti, amministratori compresi, nel guardare ora le banchine completamente spoglie e che si cerca di riattrezzare con le passerelle, si mangiano le mani? Chi ora comprende quale valore aggiunto avrebbe potuto dare alle banchine la presenza almeno dell’ultimo trasbordatore, abbattuto senza senno e senza pietà? Prima che sia troppo tardi e che ogni testimonianza di questo quartiere così speciale sia cancellata, si ascoltino i cittadini e si valuti con attenzione le loro richiesta a cui, come Italia Nostra, non possiamo che dare pieno appoggio. A tal proposito, sulla scia di quanto predisposto, stando ai media, dall’associazione Gruppo d’Intevento Giuridico, abbiamo anche noi inoltrato istanza alla Soprintendenza di Ravenna affinché valuti la predisposizione dell’avvio del procedimento dell’interesse culturale per l’edificio storico della CMC, risalente al 1938. Un pezzo di storia della nostra città che non può essere cancellato o manomesso, e che, con il contiguo magazzino ex Sir, potrebbe costituire un unicum eccezionale ed una vera risorsa, anche economica, di livello internazionale per il rilancio e la riqualificazione della Darsena. Soprintendenza che ringraziamo vivamente per aver predisposto analogo provvedimento per il magazzino ligneo ex Montecatini in sinistra Candiano”.

Il Gruppo di Intervento Giuridico odv è invece stata direttamente contattata da un gruppo di cittadini, che ha espresso la propria preoccupazione per una possibile speculazione edilizia a Ravenna, presso la Darsena di Città, area urbana interessata anche da un intervento di recupero urbanistico.

“La preoccupazione – scrive l’associazione in una nota – è stata amplificata per il grande valore identitario, oltre che commerciale, dell’area: si tratta infatti del subcomparto che ospita, da quasi 100 anni, la sede operativa della Cooperativa Muratori e Cementisti, la famosa CMC nota in tutto il mondo e pietra miliare del movimento cooperativo italiano.

La CMC, infatti, fu fondata a Ravenna il 7 marzo 1901 da 35 muratori che costituirono la “Società anonima cooperativa fra gli operai, muratori e manuali del Comune di Ravenna”. L’area è stata messa in vendita, e con essa si rischia che l’immenso patrimonio materiale ed immateriale che essa rappresenta per Ravenna e per l’Italia intera possa scomparire o venir pesantemente manomesso.

Non a caso, è partita una condivisibilissima iniziativa spontanea da parte di numerosi cittadini che chiedono di destinare ad altro un luogo così importante e centrale per il dismesso quartiere Darsena di Città. Ciò che si potrebbe prospettare, invece, è sua radicale trasformazione ad usi commerciali e residenziali intensivi”.

Per questo motivo il Gruppo d’Intervento Giuridico odv (GrIG), valutando degno di nota il valore dell’immobile principale del subcomparto, l’ampio edificio a galleria da cui dipartono una serie di corpi di fabbrica, il cosiddetto “Cantiere Darsena”, ovvero l’attuale sede della CMC, si è attivato e ha inviato (7 marzo 2021) alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le  Province di Ravenna, Forlì-Cesena, e Rimini un’istanza per verificare se per l’edificio sia stata avviata la procedura di dichiarazione d’interesse culturale, ai sensi degli articoli 10 e seguenti del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., al fine di preservare un complesso di archeologia industriale di grande rilievo, posto dunque in pericolo dalla radicale trasformazione dell’area conseguente a prossima acquisizione da parte di uno o più soggetti imprenditoriali immobiliari.

“Nel caso il procedimento non fosse stato avviato – conclude il GrIG – ci si auspica che, analogamente a quanto molto lodevolmente e doverosamente avviato dalla stessa Soprintendenza per l’ormai centenario magazzino ligneo Montecatini in sinistra Candiano, si possa provvedere al più presto anche per l’edificio CMC”.