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L’evoluzione dei contagi nei dati forniti da Ausl Romagna: in 7 giorni in provincia 1.740 casi (il dato più alto da inizio epidemia). E restano ancora attivi 87 focolai legati alle scuole

Al fine di fornire un aggiornamento rispetto all’evoluzione del quadro epidemiologico dell’infezione da Covid 19 nel territorio romagnolo, su un arco temporale più significativo rispetto alla situazione di una singola giornata, Ausl Romagna riporta alcuni dati relativi alla settimana dal 8 al 14 marzo (precisando che si tratta dei casi di residenti diagnosticati sul territorio romagnolo).

Nella settimana di riferimento si sono verificate 5.825 positività su un totale di 47.683 tamponi eseguiti; si osserva quindi un tasso di positività del 12,2%, evidenziando, anche in questa settimana, un trend in crescita dei nuovi casi positivi, nel territorio romagnolo. In provincia di Ravenna, nello specifico, nella settimana in oggetto si è registrato il record di nuovi casi, 1.740 (secondo dato più alto in Romagna), con un tasso di positività del 10,4%, il più basso in Romagna.

La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene alta, registrando il 97%. Per quanto riguarda l’indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 15 marzo, si registra la quota di 721 ricoveri, con un rialzo di 145 ricoverati rispetto alla settimana scorsa, mantenendo l’azienda all’interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in rialzo, sia in termini assoluti che percentuali.

“Questi dati, commenta Mattia Altini, direttore di Ausl Romagna,  ci consegnano una curva del contagio ancora in ascesa, che impegna sensibilmente anche le nostre strutture ospedaliere. Le misure adottate dalla Regione e dai Comuni del nostro territorio, speriamo comincino  a produrre gli effetti di abbassamento della circolazione del virus. L’altra arma che abbiamo a disposizione, oltre alla responsabilità che ciascuno di noi dovrebbe mantenere nel comportamento, è rappresentata dal vaccino. Ma anche su questo versante continuiamo ad andare a rilento nell’approvvigionamento. Speriamo che presto si sblocchi la vicenda di Astrazeneca e attendiamo con fiducia il pronunciamento dell’Ema e conseguentemente  le decisioni di AIFA.

E’ comprensibile che di fronte a questi episodi i cittadini possano provare smarrimento e preoccupazione. Voglio dire loro che quello di cui devono maggiormente temere è contrarre il Covid per il rischio di complicanze che può comportare. I vaccini rappresentano l’unico strumento che abbiamo a disposizione per combattere i virus e le malattie che senza vaccino hanno da sempre purtroppo prodotto molti lutti”.

I focolai attivi

Tra i dati relativi ai focolai attivi, Ausl Romagna mette in evidenza quelli legati alle RSA e alla scuola. Leggero rialzo per i focolai legati alle strutture sanitarie, che diventano 7 in Romagna contro 4 di sette giorni fa. Calano generalmente sul territorio romagnolo, ma non nel Ravennate, i focolai attivi legati alle scuole: nello specifico nella nostra provincia sono ben 87 (erano 86 all’8 marzo).

La situazione nel Ravennate

La provincia di Ravenna fa registrare, come già detto, un nuovo record di nuovi casi in una settimana (dall’8 al 15 marzo) con 1.740 positivi registrati, nella settimana precedente erano stati 1.499. In Romagna la nostra provincia resta seconda dietro a Rimini (1.996 casi in 7 giorni) per numero di contagi settimanali.

La situazione più grave è quella del distretto di Faenza, dove cresce ancora l’incidenza di casi per 100mila abitanti: 1.232 negli ultimi 14 giorni contro i 1.159 di 7 giorni fa. Il dato è il secondo più alto di tutta la Romagna (Cesena – Valle del Savio 1.244), mentre il distretto di Ravenna con 667 è invece il più basso (ma in crescita rispetto ai 583 di 7 giorni fa).