La bandiera del Camerun (Shutterstock)

Protagonisti “Il Terzo Mondo Onlus”, con la collaborazione del centro per i servizi del volontariato “Per gli altri” e del Comune di Ravenna

“Se è vero che nei paesi in via di sviluppo, per educare un figlio occorre un intero villaggio, è altrettanto vero che il sorriso di un bambino è per noi un punto di crescita”. Questa è la motivazione fondamentale che ha portato l’organizzazione di volontariato “Il Terzo Mondo Onlus”, con la collaborazione del centro per i servizi del volontariato “Per gli altri” e l’ufficio di cooperazione internazionale del Comune di Ravenna, a partecipare, con successo, al bando regionale dell’Emilia-Romagna presentando il progetto CAM.B.I.O! – Camerun. Bisogni. Identità. Opportunità

Il progetto, come viene spiegato, prevede la realizzazione di un pozzo nella scuola primaria bilingue Marie Curie, a Baleveng, che ospita 400 alunni provenienti anche da villaggi vicini. Partendo dalla ricerca e dallo sviluppo di tecnologie appropriate per la potabilizzazione e per il tipo di territorio. La fase successiva riguarderà poi la formazione tecnica per il mantenimento dell’impianto e sarà rivolta principalmente ai giovani.

“Desidero esprimere la mia gratitudine all’associazione per l’impegno e la vitalità, per la capacità di mobilitare risorse ed energie – dichiara l’assessora alla Cooperazione internazionale Ouidad Bakkali -. Per noi è motivo di orgoglio appoggiare iniziative del territorio, le espressioni del volontariato e della solidarietà, anche in quest’occasione che ci vede coinvolti in un nuovo territorio”.

La direttrice di “Per gli altri” Denise Camorani aggiunge: “Siamo molto contenti e fieri di essere promotori di questo importante progetto assieme all’associazione ‘Il Terzo Mondo’, che abbiamo visto nascere, ideare e realizzare iniziative. Per gli Altri è sul campo ogni giorno al fianco dei tanti volontariati per strutturare progettualità, reti e tutto quanto possa essere utile a qualificare e far crescere il mondo del terzo settore. Un’attività quotidiana al servizio del terzo settore”.

Da anni l’associazione Il Terzo Mondo ha instaurato in Camerun una concreta e fattiva collaborazione, grazie a progetti internazionali. Esperienze di profondo scambio di relazioni e valore umano. Attraverso il progetto “Ci siamo anche noi”, dal 2012 l’associazione promuove la cooperazione con i paesi in via di sviluppo, in particolare con il Camerun e i suoi villaggi rurali, raccogliendo fondi da devolvere ma soprattutto attivando collaborazioni positive anche con il settore privato.

L’obiettivo finale è promuovere lo stanziamento delle popolazioni nei loro territori, creando condizioni durevoli di ritorno volontario alla propria terra e lottando contro l’esodo rurale. Ciò è possibile solo creando opportunità lavorative per i giovani e le donne, riaffermando così il ruolo femminile e favorendo lo sviluppo dell’imprenditoria e dell’impresa sociale italiana all’investimento nei paesi terzi.

Negli anni si è consolidato l’iniziativa del Container del Sorriso, un container umanitario carico di indumenti donati da cittadini e cittadine ravennati, da distribuire alle popolazioni (agli orfanotrofi, alle vedove e le ragazze madri), e materiali e strumenti che serviranno da supporto per la realizzazione delle iniziative programmate in loco.

A breve, il Container del Sorriso partito qualche mese fa dal porto di Ravenna giungerà in Camerun e lo stesso Presidente Charles Tchameni Tchienga guiderà una delegazione per occuparsi della distribuzione del materiale alle popolazioni e finalizzare la realizzazione del progetto di cooperazione internazionale CAM.B.I.O.  “Sarà per tutti noi una gratifica immensa oltre che un valore aggiunto al nostro impegno sociale e per il mondo del volontariato ravennate nonché della Regione Emilia-Romagna”, conclude il presidente della Onlus Charles Tchameni Tchienga.

Dopo la costruzione di una scuola a Baleveng grazie all’impegno dell’associazione e della rete di soggetti partner, il progetto “Non c’è vita senza vista” ha l’obiettivo di dare a tutti i bambini e bambine la possibilità di prevenire e curare le anomalie legate alla vista, mettendo loro a disposizione la professionalità di un ottico italiano che avrà come compito anche di formare il personale in loco per il proseguimento delle attività legate alla cura della vista.

Le motivazioni per la partecipazione al bando regionale

“L’Africa è conosciuta per i suoi deserti torridi, dove trovare un’oasi ricca d’una sorgente costituisce sempre un miracolo. In Camerun, l’acqua è abbondante ed è fra le zone più piovose del mondo. Ma questo fatto non risolve il problema, anzi, in un certo senso lo aggrava: mancano gli acquedotti, e soprattutto le centrali di controllo delle acque. 

L’obiettivo del progetto è creare un nuovo impianto idrico che possa incrementare l’approvvigionamento dell’acqua potabile attraverso la costruzione di un pozzo profondo circa 90 metri. In particolare, l’attività vuole portare un sostegno concreto alle popolazioni: garantire l’accesso all’acqua a donne e bambini che devono fare ogni giorno un lungo cammino e sobbarcarsi un’immane fatica per procurarsi acqua spesso sporca e non potabile; contrastare l’abbandono scolastico di bambini e bambine che spesso rinunciano alla scuola per aiutare la famiglia nel rifornimento di acqua. Un’opportunità di vita migliore passa dall’acceso alle risorse essenziali, come dalla possibilità di andare a scuola e ricevere un’educazione.

I territori coinvolti sono quelli che gravitano attorno a Dschang. Qui numerosi villaggi rurali ancora non dispongono di infrastrutture adeguate all’approvvigionamento di acqua potabile e il rifornimento è legato a corsi d’acqua più o meno stagionali o a pozze e fonti. L’acqua risulta quindi non adeguata all’uso sicuro in ambito domestico e alimentare. La raccolta espone donne e bambini a pericoli, quali sentieri di accesso scoscesi e fangosi, profonde gole dove si trovano le pozze e i corsi d’acqua, oltre al rischio di contrarre malattie e parassitosi tramite vettori e parassiti tipiche dei ristagni d’acqua (malaria, filariosi, etc.). Negli anni passati sono stati realizzati tanti piccoli acquedotti da diverse organizzazioni, non sempre di buona qualità e che spesso non hanno ricevuto la manutenzione adeguata. Ciò è dovuto principalmente al mancato coinvolgimento della popolazione nella progettazione e nella gestione iniziale delle strutture di approvvigionamento e all’assenza di formazione adeguata per la manutenzione da parte delle popolazioni locali. La gestione dell’acqua, secondo le norme locali vigenti, è in carico alle amministrazioni comunali, che comprendono territori molto ampi e diversificati. Il contributo degli abitanti dei villaggi risulta quindi indispensabile per rispondere in modo puntuale alle diverse necessità.

È necessario quindi provvedere alla formazione sia degli amministratori comunali che dei cittadini che devono essere coinvolti nella gestione locale delle risorse idriche.

Inoltre, è opportuno sottolineare che il progetto di Cooperazione internazionale CAM.B.I.O (Camerun. Bisogni. Identità. Opportunità) si allinea agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030:

 – Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. Ed entro il 2030, punta a ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo.

 – Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.

– Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti. Promuovere politiche orientate allo sviluppo, che supportino le attività produttive, la creazione di posti di lavoro dignitosi, l’imprenditoria, la creatività e l’innovazione, e che incoraggino la formalizzazione e la crescita delle piccole-medie imprese, anche attraverso l’accesso a servizi finanziari”.