L’evasione stimata, tra il 2012 e il 2017, sarebbe di oltre 340mila euro

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ravenna hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Ravenna, nei confronti di 3 società lughesi operanti nel settore del trattamento e zincatura dei metalli e di 5 persone fisiche, prestanomi e reali amministratori di fatto delle medesime.

L’odierno provvedimento cautelare è stato adottato all’esito di un’indagine penale coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna che ha preso le mosse da una verifica fiscale eseguita a suo tempo dai militari della Tenenza di Lugo che ha individuato le modalità di compimento della frode fiscale perpetrata tra gli anni 2012 e 2017 dalle aziende lughesi, per un’evasione fiscale stimata in oltre 340.000 euro.

Dalle attività svolte era infatti emerso che una società di Lugo, sulla carta amministrata da un soggetto rivelatosi poi un mero prestanome, oltre a non presentare le previste dichiarazioni fiscali per l’annualità 2016, aveva anche emesso diverse fatture per operazioni inesistenti al fine di consentire ad altre società, operanti nel medesimo settore e tutte collegate tra loro, di abbattere indebitamente l’imponibile fiscale. Il disegno criminoso, che era stato ideato e realizzato dal reale amministratore della società verificata e delle altre imprese beneficiarie della frode, consisteva infatti nel contabilizzare operazioni commerciali in realtà fittizie al solo scopo di favorire altre sue società aventi la medesima sede legale sulle quali aveva fatto confluire anche altre fatture false emesse da altre società a lui riconducibili operanti in Veneto.

A conclusione dell’ispezione amministrativa, dunque, le Fiamme Gialle lughesi avevano deferito alla locale Procura della Repubblica gli amministratori di fatto e di diritto di tutte le società coinvolte nel disegno delittuoso, con l’accusa di omessa dichiarazione fiscale, emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Successivamente, anche gli approfondimenti eseguiti in ambito penale confermavano il quadro indiziario, sulla base del quale il G.I.P. del Tribunale di Ravenna ha ora disposto il sequestro dei beni fino all’importo delle imposte complessivamente evase.

Pertanto, dopo aver svolto i necessari accertamenti patrimoniali, i militari della Tenenza di Lugo, avvalendosi anche della collaborazione di altri Reparti del Corpo, hanno ora sequestrato tre immobili, di proprietà degli indagati, situati nelle province di Ravenna, Rovigo e Treviso, per un valore complessivo di oltre € 236.000,00.   

Anche l’odierno provvedimento testimonia l’efficacia dell’azione repressiva svolta dalla Guardia di Finanza nel contrasto alle forme più insidiose e gravi di evasione, utilizzando i poteri propri della polizia tributaria amministrativa e della polizia giudiziaria, con i quali rispettivamente individua le imprese che operano in violazione agli obblighi fiscali e aggredisce, poi, i patrimoni illecitamente accumulati grazie alle condotte delittuose scoperte, così da ristorare la collettività del danno economico subito.