Una volante della Polizia (foto di repertorio)

Era nascosto in un bunker sotterraneo

La Polizia di Stato ha arrestato un nigeriano a Faenza che aveva violentato e ferito gravemente una donna in Germania all’interno di un centro per richiedenti asilo ed era poi scappato in Italia.
Personale della Polizia Postale ha dato esecuzione ad un mandato di arresto europeo, emesso dalle autorità tedesche e pervenuto grazie all’impulso del Servizio di Cooperazione Internazionale della Direzione Centrale della Polizia Criminale, nei confronti di un ventitreenne nigeriano, responsabile dello stupro nei confronti di una donna, verificatosi in Germania.
In particolare, lo scorso 20 luglio 2020, il cittadino nigeriano, all’interno nell’alloggio per richiedenti asilo sito in Geradstetten (Germania), si è introdotto nella camera di una donna, ospite del centro stesso, per violentarla, arrecandole anche gravi lesioni personali.
Le prime investigazioni effettuate dalle autorità tedesche e finalizzate al rintraccio del cittadino, datosi alla fuga subito dopo l’episodio, avrebbero permesso di collocarlo sul territorio italiano.
In particolare, a corredo della segnalazione, sono stati forniti anche due IP address estrapolati dai tabulati telefonici associati al numero mobile tedesco in uso al cittadino, sui quali si sono concentrati gli approfondimenti investigativi effettuati dal personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni.
Ed ancora, le procedure di emergenza effettuate in relazione ai profili Facebook ed Instagram individuati dagli investigatori della Specialità, tramite attività di Open Source Intelligence, quali verosimilmente in uso al ricercato, hanno permesso di acquisire informazioni circa la possibile effettiva presenza sul territorio nazionale, in Emila Romagna.
Pertanto, sotto il Coordinamento della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma, Sost. Proc. Gen. Roberto Cavallone, sono stati eseguiti i necessari approfondimenti tecnici investigativi ed è stato, altresì, avviato il positioning sull’IMEI associato all’utenza mobile stessa.
Acquisiti i primi utili riscontri investigativi, il personale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni si è recato tempestivamente a Faenza, dove, grazie all’utilizzo di sofisticati strumenti tecnici per la triangolazione che consento di agganciare l’utenza telefonica, e con la collaborazione del personale della Questura di Ravenna e del Commissariato di Faenza, il ricercato è stato tratto in arresto, nonostante la difficoltà determinata dal nascondiglio all’interno in un bunker sotterraneo.