Autobus (foto di repertorio)

A Ravenna il calo di nuove targhe è del 25%, ma il parco circolante è giovane e poco inquinante

In un 2020 caratterizzato da chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, quello appena trascorso è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Come illustrato in una nota, “Continental”, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Emilia-Romagna, l’osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie “Euro*” del parco circolante in regione e nelle singole province.

In Emilia-Romagna è lieve il calo di immatricolazioni autobus, più incisivo a Ravenna con un -25%

Nel 2020, in Italia, le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19.616, il 14,2% in meno rispetto al 2019. L’Emilia-Romagna fa registrare la stessa percentuale negativa con il -14,8% di nuove targhe. A livello provinciale, solo due segnano una crescita, e tra queste Ravenna si colloca sul podio con il 32,2%.

Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone, dove le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t, in Italia, sono passate da 4.935 del 2019 a 3.404 del 2020 (calo del 31%). La regione, anche in questo caso, registra una diminuzione, ma piuttosto lieve, pari solo al 2,5%. Anche Ravenna segue il trend negativo e conta un -25% di nuove targhe.

L’elettrico e l’ibrido in affanno

Lo scorso anno, il parco circolante di autocarri merci, in Italia, ha raggiunto le 4.221.718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (il 91,6%); i rimanenti sono a benzina (il 4,6%), a metano (il 2,2%), a benzina e gas liquido (il 1,2%) e ibridi ed elettrici (lo 0,1% ciascuno). In Emilia-Romagna la seconda fonte di alimentazione dopo il gasolio (presente all’89,59%) è, invece, il metano, che sfiora il 5%, seguita dalla benzina al 3,32%. Sotto l’1% si collocano l’elettrico e l’ibrido. In tutte le province, compresa Ravenna, l’ibrido si attesta allo 0,2% e l’elettrico rimane sullo 0,1%.

Il parco autobus nel nostro Paese registra, nel 2020, 99.883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (il 93,7%), seguiti, però, dal metano (il 4,8%). Sotto l’1% rimangono l’elettrico, la benzina e il gas liquido e l’ibrido.

Anche in Emilia-Romagna il gasolio è il tipo di alimentazione più diffusa ma, a differenza della maggior parte delle regioni italiane, rimane sotto il 90% (all’85,2%). Segue poi il metano con il 12% e il benzina ed il gas liquido all’1,3% (la percentuale più alta a livello nazionale). Sotto l’1% l’elettrico, l’ibrido e la benzina. Tra le fonti alternative Ravenna rimane a quota 0 per l’ibrido e tocca lo 0,9% per l’elettrico.

Oltre un autobus su quattro ha massimo cinque anni

La fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (il 18,9%), seguita da 15 a 20 anni (il 17,9%) e, infine, da 20 a 30 anni (il 15,7%).

Stesso panorama di percentuali anche in Emilia-Romagna: 19,4% per la fascia da 10 a 15 anni; 17,7% per la successiva e 15,6% per i veicoli da 20 a 30 anni. La percentuale di autocarri più vecchi, che superano i 40 anni, (rappresentata dal 3,4%) è nettamente inferiore se si considera anche la fascia di mezzi di massimo 2 anni (il 7,4%). Con il 7,1% di mezzi nuovi, Ravenna conferma questo trend, con il 3,7% di ultraquarantenni.

Considerando il parco autobus nella nostra nazione, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4% del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7%. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante, rappresentato dal 54,4%.

Oltre il 20% degli autobus in Emilia-Romagna superano i 20 anni, mentre quelli più giovani di massimo 5 anni sono oltre il 25%. Percentuale che sale a Ravenna, dove la percentuale di autobus giovani è al 28%, mentre gli ultraventenni si fermano al 23,1%.

Categorie “Euro 5” ed “Euro 6” al 45%

Dall’analisi della categoria “Euro” dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (come “Euro 5” ed “Euro 6”), corrispondente al 31,8% del totale. Ciò nonostante, i mezzi più vecchi (“Euro 0”, “Euro 1” ed “Euro 2”) continuano a coprire una quota superiore, pari al 33,3%.

Il 35,3% degli autocarri in Emilia-Romagna è “Euro 5” e “Euro 6”, ed il 29% di categorie più datate. Pochi punti percentuale anche a Ravenna, intercorrono tra i meno inquinanti (al 32%) ed i veicoli anziani (al 30%).

In Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie “Euro 5” ed “Euro 6” si attesta al 38,2%. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, con “Euro 1”, “Euro 2” ed “Euro 3” che arrivano al 38,6% del totale.

Con percentuali molto simili tra di loro la somma di “Euro 5” ed “Euro 6”, in Emilia Romagna, arriva a 48,3%, mentre le categorie più datate si fermano al 38,4%. In provincia di Ravenna ben il 45% del parco rientra nelle categorie più recenti.

A conferma di ciò, si può constatare a livello nazionale che i mezzi più recenti (ossia gli “Euro 5” ed “Euro 6”) sono più diffusi nelle regioni del nord e del centro Italia.