A Faenza, è stata anche sequestrata un’area di stoccaggio di 700 metri quadrati con 50 tonnellate di rifiuti inquinanti

I finanzieri del comando provinciale di Ravenna, in una delle attività finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei traffici illegali, hanno sequestrato un’area di oltre 700 metri quadrati contenente più di 50.000 chilogrammi di pneumatici fuori uso, molto inquinanti, con relativa denuncia del responsabile all’autorità giudiziaria di Ravenna.
Come spiega la GdF in una nota stampa, i militari della compagnia di Faenza, hanno eseguito un controllo in un riparatore di pneumatici della zona rilevando la presenza di moltissimi pneumatici fuori uso, classificati “rifiuti speciali non pericolosi” ma, al contrario, molto inquinanti, depositati in parte direttamente sul suolo senza alcuna protezione dagli agenti atmosferici e in parte all’interno di un capannone non dichiarato come luogo di esercizio dell’attività imprenditoriale. Inoltre, quest’ultimo, si presentava privo dei minimi dispositivi di sicurezza ai fini della prevenzione degli incendi, rappresentando così un vero e proprio pericolo ambientale a ridosso della città di Faenza.
All’interno dell’azienda è stata rilevata anche la presenza di un dipendente completamente “in nero”, vista la mancata comunicazione al centro per l’impiego e agli enti previdenziali ed assicurativi.
Pertanto, le fiamme gialle, dopo aver proceduto al sequestro dell’area di stoccaggio e dei rifiuti speciali in essa depositati, hanno denunciato il titolare dell’impresa all’autorità giudiziaria di Ravenna per il reato di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti speciali, ai sensi del vigente “Testo Unico Ambientale”.
Inoltre, è stata inviata una segnalazione ai fini del rispetto della normativa che tutela la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e della corretta applicazione delle norme di prevenzione incendi e di gestione delle emergenze.
Infine, verranno attivate le competenti autorità locali per l’avvio delle procedure di bonifica e di messa in sicurezza del sito.
Per quanto riguarda l’impiego del lavoratore dipendente completamente in nero, l’impresa è stata multata mediante la contestazione della c.d. maxi sanzione che prevede, ai sensi dell’art. 3, del “Decreto Legislativo” n. 12/2012, il pagamento di un importo che va da 1.800€ a 10.800€, con diffida a regolarizzare il lavoratore con un contratto della durata di almeno tre mesi.
L’attività svolta testimonia il quotidiano impegno della guardia di finanza nel contrasto alle condotte illecite finalizzate all’abbattimento illegale dei costi d’impresa e di smaltimento degli scarti di lavorazione, con relativo danno dell’ambiente e con potenziale rischio per la salute dei cittadini.