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La lettera di una lettrice

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice:

“Buongiorno

vi scrivo per denunciare l’episodio accaduto ieri 21/07/2021 c/o Pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna.

Ho portato mio padre 86 anni alle 17 del 21/07 con esami ematici preoccupanti, che evidenziavano sofferenza renale importante al pronto soccorso.

Mio padre che ha grossi problemi di deambulazione è stato messo su una barella all’ingresso del pronto soccorso.

Per queste restrizioni folli, ci è stato chiesto di andarcene, lasciando un recapito telefonico (ho lasciato il mio che sono la figlia).

L’infermiera di turno mi ha assicurato che mi avrebbero fatto sapere le condizioni di mio padre appena il medico lo avesse visitato.

Alle 3 di notte, mio padre in lacrime mi ha chiamato sul cellulare, dicendomi che era digiuno, senza acqua e buttato sulla stessa barella da ore.

Angosciata ho contattato il medico del PS, che dopo diversi minuti mi ha risposto” continua “che lei era da sola a dover visitare 70 pazienti che attendevano e mi ha messo giù il telefono.

Inerme e sgomenta ho richiamato mio padre, cercando di tranquillizzarlo e gli ho detto di richiamarmi, appena fosse stato trasferito in reparto, oppure nel caso lo avessero dimesso.

Alle ore 7 del 22/07 ho chiamato mio padre che piangendo, mi ha detto che era ancora sulla barella del PS.

Mi sono vestita e mi sono presentata in pronto soccorso,pretendendo notizie sullo stato di mio padre”.

La lettrice poi scrive: “Mi hanno fatto vedere mio padre e mi hanno fatto parlare con il medico (nel frattempo erano cambiate 3 medici, turno pomeriggio, notte, mattina).

Finalmente lo hanno inviato a fare una TAC, dove è risultato una grave insufficienza renale ed un probabile tumore ureterale.

L’Urologo lo ha visto alle 10 più o meno dopo 17 ore su una barella”.

Conclude così la lettrice: “Per finire è stato ricoverato in urgenza, sotto stretto controllo medico, in attesa di stabilizzarlo prima di intervento chirurgico.

Una situazione vergognosa”.