“Preservare il negozio e magari renderlo pubblicamente fruibile”

“Eravamo in tanti, in quell’angolo di via D’Azeglio, a porgere l’ultimo saluto ad Enrico Boghi, davanti alle sue vetrine così curate e piene di ricordi; ancora increduli per una morte così repentina, un fulmine, un attimo straziante, quasi a non voler concedere alcun preavviso. Ci aveva donato, qualche giorno fa, la cornice per un bel disegno di Antonio Rocchi che raffigura Garibaldi e che oggi si può ammirare all’interno del Capanno di via Baiona. E non era la prima volta, perchè quando poteva offrire un tributo del suo elegante mestiere di corniciaio a fini benefici o istituzionali o di corredo storico per la citta, non si tirava mai indietro. Di quella bottega ci mancherà il suo ottimismo, la qualità delle scelte artistiche e il sentimento che sempre le accompagnava, dai mosaici ai poster, in un piccolo cenacolo aperto al contributo di chi parlava dell’attualità ravennate e del mondo, di arte e di storia, di personaggi e di ricordi, sempre con lo stile che Enrico guidava per non andare fuori strada. A Russi, con i falchetti, avviò una breve carriera calcistica, giovanissimo, in porta, ma non ne parlava molto, così come delle esperienze di arbitro, se non con gli amici più fidati. Era grande estimatore di Gardini e ci ha lasciato la stessa notte di Raul, quella del 23 luglio. Quel negozio di cornici nel quale in tanti abbiamo trascorso un pò di tempo speso bene bisognerebbe preservarlo e magari renderlo pubblicamente fruibile: una saletta per mostre, una sede dell’Accademia o della scuola di mosaico per i lavori degli studenti, insomma un luogo che non ricordi solo Enrico ma faccia parte di quella visione, semplice e profonda che Boghi immaginava e pian piano costruiva. Facciamo in modo che non si interrompa!”