Il maggior cliente è la Germania (con un +6,8%), seguono gli USA (con +18,4%) e la Francia (con un +6,7%)

Le esportazioni alimentari “Made in Italy”, raggiungendo un record storico, hanno fatto aumentare il fatturato industrial del +23,1% a giugno, per un valore annuale, nel 2021, stimabile in 50 miliardi. Questi sono i risultati che emergono dall’analisi svolta dalla “Coldiretti” sui dati “Istat”, che evidenziano la crescita del fatturato industriale.

“Con l’avanzare della campagna di vaccinazione e con la riapertura delle attività di ristorazione e le vacanze – sottolinea l’associazione “Coldiretti” in una nota – cresce la domanda di ‘Made in Italy’ a tavola in Italia e nel mondo con il fatturato alimentare che segna a giugno un balzo dell’11,1% e con le grandi fiere internazionali che rappresentano un elemento strategico per far conoscere ed apprezzare le eccellenze italiane a istituzioni, stakeholder e operatori di mercato”, conclude la nota di “Coldiretti”.

Tra i principali clienti del “Made in Italy” a tavola nel primo semestre dell’anno sono presenti gli Stati Uniti che, seppur collocandosi al secondo posto, registrano l’incremento maggiore della domanda con un balzo del 18,4%. Trend positivo anche in Germania, che si piazza al primo posto tra i Paesi importatori di italian food, con un incremento del 6,8%; praticamente lo stesso della Francia (con un +6,7%), che chiude al terzo posto. La cosiddetta “medaglia di legno” la guadagna la Gran Bretagna, dove, a causa della “Brexit” e con l’appesantimento dei carichi amministrativi, l’export alimentare crolla (chiusura in ribasso del 4,6%). “Fra gli altri mercati – evidenzia nuovamente l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura in una nota – si segnala la crescita del 16,5% in quello russo e un vero e proprio balzo in avanti di quello cinese, con un +57,7%” conclude la nota.

La svolta è evidente anche nel nostro Paese. Secondo l’analisi di “Coldiretti/Ixè”, quasi due italiani su tre (il 65%) in viaggio per vacanza nell’estate 2021 hanno scelto di mangiare principalmente fuori casa in ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi, pub o fast food. “Il cibo nell’estate 2021 – sottolinea, infine, “Coldiretti” – si appresta a diventare la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa destinato per consumare pasti fuori ma anche per acquisto di alimenti o di souvenir o specialità enogastronomiche. Con la riapertura totale della ristorazione dopo il lungo periodo di lockdown, si è assistito ad un ritorno in grande stile dei consumi alimentari fuori casa. Un cambiamento importante dopo che la ristorazione lo scorso anno – conclude la nota dell’associazione – è stata tra i settori più colpiti dalla pandemia con i consumi alimentari degli italiani fuori casa che nel 2020 sono scesi al minimo da almeno un decennio con un crack senza precedenti per bar, ristoranti, trattorie e agriturismi che hanno dimezzato il fatturato (-48%) per una perdita complessiva di quasi 41 miliardi di euro nel 2020″, termina l’analisi della “Coldiretti”.