Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna – Polo civico popolare, chiede spiegazioni al Sindaco

“Il ponte che nel 2017 definimmo il più sicuro al mondo è quello sullo scolo Lama, posto tra via Tommaso Gulli e l’area esterna del Pala de André, parallelo a via Canale Molinetto. Sicuro non perché a regola d’arte, ma perché nessun veicolo ci può passare sopra, benché costruito, al costo di 210 mila euro, nel 2009”. Così il capogruppo di Lista per Ravenna – Polo civico popolare, Alvaro Ancisi, apre la nuova interrogazione rivolta al Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale.

Il ponte, spiega Ancisi, “era stato programmato in funzione di un intervento appena successivo da 600 mila euro, previsto nel piano regolatore del Comune, volto a raddoppiare via Canale Molinetto nel tratto tra via Gulli e viale Europa. Di rinvio in rinvio, la sua realizzazione era però finita nel piano programma triennale dei lavori pubblici 2018-2020, per essere fatta nel 2020. Passato inutilmente questo termine e ormai anche il 2021, per quanto anno di elezioni comunali, abbiamo dovuto sfogliare un po’ di carte per capire che è andata a finire nel piano triennale 2021-2023, destinata a farsi nel 2022. Non è però escluso un suo ulteriore rinvio, anche perché, essendo a zero la progettazione, il bando di gara per l’appalto dei lavori e la loro esecuzione si avranno (ci è stato detto) ‘non prima del 2023’. Poco male, qualcuno può dire, tanto sullo scolo Lama passa già via Canale Molinetto, anche se con un tratto stradale molto stretto.

Il danno non è però solo questo. La celerità di costruzione del ponte fu dovuta infatti al contributo finanziario di 170 mila euro versato al Comune di Ravenna da Romagna Acque, società pubblica titolare degli acquedotti che alimentano Ravenna, la quale però, per quanto anche troppo imparentata col nostro governo civico, non può regalargli soldi.  Il perché dell’elargizione si legge nella convenzione stipulata il primo giugno 2009 tra i due enti. Romagna Acque deve realizzare gli ‘interventi di interconnessione dell’Acquedotto della Romagna con gli impianti dell’Area Ravennate’, nell’ambito di cui ‘deve essere costruita una condotta che si dirama dalla tubazione principale del nuovo impianto di potabilizzazione in località Fosso Ghiaia, al potabilizzatore esistente in zona Bassette, raggiungendo il serbatoio di via Fusconi e percorrendo la via Destra Canale Molinetto’”.

“Di qui – prosegue il capogruppo di LpR – un nuovo ponte sullo scolo Lama che consenta il ‘passaggio delle condotte di Romagna-Acque rispondente alle caratteristiche tecniche necessarie per la realizzazione della successiva viabilità’ sulla strada stessa. Ciò permetterebbe a Romagna Acque di attraversare lo scolo con un ‘nuovo tratto di condotta con posa aerea, con tubazione ancorata alla struttura del costruendo ponte, anziché interrata, con la tecnica della Trivellazione Orizzontale Controllata, preferibile perché rimarrebbe visibile ed accessibile per le operazioni di gestione e manutenzione e per eventuali riparazioni’, ma anche perché ‘la tratta interrata risulterebbe posata a profondità inferiori e quindi più facilmente accessibile’. Tutto ciò ‘con un risparmio valutabile in circa 180 mila euro’. Di qui il contributo di 170 mila per la costruzione del ponte, al cui avvenuto versamento sarebbe dovuto corrispondere, a termine di convenzione, il raddoppio del tratto parallelo di via Canale Molinetto entro il piano triennale 2008-2010, anziché ‘non prima del 2023’”.

Ancisi conclude poi il suo intervento chiamando in causa il Sindaco: “Su una così eclatante violazione degli accordi sottoscritti Romagna Acque non ha emesso neanche un guaito. Nessun chiarimento è finora avvenuto nemmeno da parte dell’amministrazione comunale più loquace che esista. Di qui, a beneficio anche dei cittadini che non si spiegano un ponte nuovo solamente in bella vista da almeno 12 anni, la richiesta di conoscere dall’attuale sindaco come spieghi il comportamento dell’amministrazione comunale in tale vicenda. Al portone di Romagna Acque dovrebbe invece bussare la Procura regionale della Corte dei Conti”.