(Shutterstock.com)

Fanno parte dei lotti arrivati anche nei magazzini dell’Ausl Romagna durante il periodo della pandemia

La procura di Roma ha firmato una notifica di sequestro di mascherine chirurgiche, ffp2 ed ffp3 (molte delle quali provenienti dalla Cina) ritenute non a norma. Il decreto di sequestro, come riportano i quotidiani in edicola oggi, è stato mandato dalla Guardia di Finanza alla Regione, che poi lo ha girato a tutte le aziende sanitarie del territorio e anche all’Ausl Romagna la quale è risultata essere in possesso di tali dispositivi.

Ora le Ausl dovranno raccogliere le mascherine in questione e portarle in un magazzino regionale in cui la GdF effettuerà poi il sequestro. 

Come si legge sui quotidiani, dall’Ausl spiegano che i lotti erano tra quelli arrivati nei magazzini durante il periodo della pandemia, quindi vi è la probabilità che le mascherine in tutti questi mesi siano state distribuite sul territorio dunque utilizzate prima che si scoprisse la loro non idoneità. 

Come si legge nei quotidiani, non è la prima volta che ciò accade, anche nei mesi scorsi altri lotti di dispositivi si erano rivelati essere non a norma e dunque sottoposti a sequestro. 

Veronica Verlicchi (La Pigna) nella giornata di ieri, 10 novembre, ha sollevato la questione con un question time indirizzato al sindaco di Ravenna in cui affermava: “A quanto sappiamo si tratta di mascherine di origine cinese ma anche di altre provenienze; il sequestro sarebbe partito dalla contestazione che tali mascherine non siano conformi alla normativa vigente”.

Verlicchi continua poi affermando che sull’aspetto della conformità e del costo delle mascherine, la lista civica La Pigna aveva, nel 2020 “Posto l’accento, ricevendo però risposte di rassicurazioni da parte della direzione sanitaria e dell’amministrazione comunale”

“Ora questo nuovo fatto, unito a ciò che é già avvenuto in vari Comuni d’Italia nei mesi scorsi, pone seri dubbi sulla faccenda mascherine che richiedono chiarimenti tempestivi e dettagliati”

Il commento delle Segreterie Uil Fpl di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini 

“E’ inaccettabile che lavoratrici e lavoratori in prima linea siano esposti a situazioni di rischio – esordisce Uil Fpl – in ragione dell’incapacità a fornire e a garantire loro Dispositivi di protezione individuale non solo a norma ma sicuri e tutelanti.

La UIL FPL di Cesena, Forlì Ravenna e Rimini è estremamente preoccupata di quanto sta avvenendo nell’ambito della Sanità Romagnola in relazione al sequestro delle Mascherine date in dotazione ai reparti e non sicure se non addirittura dannose per la salute degli operatori.

Lavoratori in prima linea da oltre due anni per fronteggiare una pandemia che di anno in anno si manifesta più forte dell’anno precedente.
Così mentre le tutele garantite dalla vaccinazione vengono meno (gli operatori sanitari sono stati infatti i primi ad essere sottoposti alla campagna vaccinale) e si è costretti a ulteriori richiami ci si trova a dover far fronte a un ulteriore nemico: la mancata sicurezza di alcuni dispositivi di protezione individuale dati agli operatori.

Rimane poi da chiarire un ulteriore aspetto ovvero se il maxi sequestro di mascherine non comporterà nel prossimo futuro problemi di approvvigionamento nei confronti dei dipendenti e quali effetti sulla salute potrebbe avere comportato l’utilizzo di mascherine non a norma.

La UIL FPL di Cesena, Forlì Ravenna e Rimini richiederanno pertanto alla Direzione Aziendale i dovuti chiarimenti e le indispensabili rassicurazioni affinché ogni Dispositivo fornito ai dipendenti garantisca le dovute protezioni.

Infatti la UIL e tutte le sue Categorie sono in prima linea con la campagna ‘Zero Morti sul lavoro’ proprio per sensibilizzare e combattere tutte le forme di mancata tutela, quale quella appresa in questi giorni, della sicurezza dei lavoratori.

E’ quindi ancor più incredibile che proprio un’Azienda Sanitaria sia soggetta a situazioni di tale gravità. Una situazione che necessita di un intervento immediato da parte della Direzione Aziendale” conclude Uil Fpl.