Commemorazione delle vittime dell’incidente dell’elicottero caduto al largo di Marina di Ravenna

Il discorso dell’assessora Randi a 31 anni dalla tragedia

Intervenendo questa mattina in rappresentanza del Comune alla cerimonia di commemorazione delle vittime dell’incidente dell’elicottero caduto al largo di Marina di Ravenna il 25 novembre 1990, l’assessora alle Attività produttive Annagiulia Randi ha dichiarato:

“Sono passati 31 anni dalla tragedia che ha colpito la nostra comunità, in cui persero la vita 13 lavoratori nostri concittadini.

Siamo qui oggi, a ricordarli, ad esprimere il nostro cordoglio alle famiglie alle quali troppo presto sono state strappate queste giovani vite.

Non ci sono parole di conforto che possano lenire il dolore della perdita di una persona cara che anche a distanza di molti anni è lancinante per queste famiglie. Mi rivolgo proprio a quest’ultime rinnovando loro il profondo senso di riconoscenza che ognuno di noi dovrebbe nutrire verso chi ha perso la vita mentre compiva il proprio dovere.

La nostra Costituzione fonda la nostra Repubblica sul lavoro e lo riconosce come un diritto imprescindibile che lo Stato e le istituzioni tutte hanno il dovere di promuovere e tutelare. Eppure ancora oggi, all’alba del 2022, assistiamo a troppi infortuni a troppi incidenti mortali sul lavoro.

La sicurezza sui luoghi del lavoro è un tema attuale per il quale ancora oggi evidentemente non si fa abbastanza. Si deve fare di più. La sicurezza è un bene primario assoluto che deve essere perseguito e garantito dalla legge.

Oggi dobbiamo rivolgere il nostro pensiero a quei giovani ragazzi che una mattina si sono recati al lavoro e non hanno più fatto ritorno alle loro case, dai loro cari.

Noi tutti oggi siamo qui per fare in modo che vittime di tragedie come queste non vengano mai dimenticate, ma c’è solo un modo affinché la memoria non svanisca pian piano: impegnarci al massimo tutti quanti, ciascuno per le proprie competenze, affinché tragedie come questa non si ripetano e nessun’altra famiglia debba piangere un proprio caro”.