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Pandemia e modello delle udienze rivoluzionato hanno causato gravi perdite di fatturato per il D&D Caffè che ora si trova in debito col Comune

Una situazione critica quella che coinvolge il D&D Caffè, il bar del Tribunale, e il Comune di Ravenna. 

Secondo quanto affermato dall’assessora al Patrimonio Federica Del Conte al Consiglio Comunale martedì 23 novembre 2021 in risposta al consigliere della Lega Giacomo Ercolani, i gestori del bar sarebbero in debito col Comune di circa 70mila euro per mancato pagamento del canone d’affitto”. 

Come spiega Nicola Montefiori, l’avvocato che rappresenta i gestori del bar “Fino a marzo del 2020 erano perfettamente in regola coi pagamenti, quindi la situazione di inadempienza non risale a prima della pandemia”.

La proposta conciliativa

Per trovare una soluzione a tale criticità, comunque, gli imprenditori hanno portato il Comune davanti al giudice che, nell’udienza di settembre 2021, ha formulato una proposta conciliativa la quale prevedeva, come ci spiega l’avvocato Montefiori “l’azzeramento del canone quando il bar ha dovuto chiudere forzatamente per la pandemia, la riduzione dello stesso nei mesi successivi a seconda dell’attività poco o molto limitata (ciò dipendeva quindi del colore della regione, giallo, arancione o rosso, in quel determinato periodo), riconoscendo che il bar fosse ulteriormente pregiudicato dal fatto di essere all’interno di un palazzo pubblico. Il giudice auspicava una riduzione del canone fino all’uscita dell’emergenza”. 

Mentre il Comune, come ha affermato l’assessora Del Conte in consiglio comunale, si è detto favorevole a tale proposta, l’avvocato afferma che: “Seppur apprezzata perché riconosce quello che è il disagio vissuto dal bar, non è però attualizzabile, perché formulata a settembre, ovvero quando sembrava che col Covid fosse tutto più sereno, ora invece la situazione è già peggiorata e quindi ci aspettiamo un ulteriore calo”.

Il calo di fatturato del bar a causa della pandemia, ci racconta l’avvocato, è di “circa il 70/80% in meno ogni mese, inoltre, se domani il Covid non ci fosse di più, i cali si prevede che sarebbero comunque del 50/40%, fra udienze da remoto, pagamenti elettronici, smartworking ecc… quindi le condizioni a noi proposte non sono accettabili”.

Raccolta firme

Quello del bar all’interno del tribunale, oltre che un’attività commerciale, è anche un servizio (vendita di marche da bollo, possibilità di fare fotocopie ecc…) quindi si rivela necessario fare di tutto per scongiurare il disservizio che sarebbe causato dalla chiusura dello stesso (secondo l’avvocato Montefiori, infatti, se venisse indetto un altro bando “nessuno parteciperebbe alle attuali condizioni considerando anche che durante l’ultimo bando gli unici partecipanti erano gli attuali gestori che, fra l’altro, conducono l’attività senza alcun problema dal 2013”). 

Per questo motivo è stata avviata una raccolta firme allo scopo di sensibilizzare sull’importanza del servizio offerto dal bar, alla quale hanno già aderito centinaia di persone.

In attesa della prossima udienza, la quale si terrà a gennaio 2022, da più parti si auspica che la situazione si risolva nel migliore dei modi scongiurando una possibile chiusura (e al contempo tutelando la buona gestione del denaro pubblico, come evidenziato anche dall’assessora in consiglio comunale. 

Nel frattempo, come afferma l’assessora in consiglio comunale, una lettera del presidente del tribunale allega una circolare del Ministero della Giustizia nella quale si legge che il Ministero dovrà subentrare alla gestione del bar il quale quindi sembra che verrà comunque sottratto alla gestione del Comune.

In ogni caso, più in generale, si chiede al Comune che tuteli in ogni contesto gli imprenditori duramente provati dalla pandemia.