Romano Peli nel suo studio a Parma

Nato a Faenza nel 1931, ma cresciuto a Ravenna, è stato un importante artista ecclettico e poliedrico

E’ scomparso domenica pomeriggio, 13 febbraio 2022, a Ravenna, il pittore Romano Peli all’età di 91 anni.
Nato a Faenza nel 1931, ma cresciuto a Ravenna, è stato un importante artista ecclettico e poliedrico: in trentacinque anni di creazioni, dal 1965 al 2001, muovendosi in vari ambiti, dal Cabaret (tra i primissimi in Italia con Lucio Dalla), come autore e regista, ai Quadri, dal Teatro alla Poesia, dai Video alla Scultura e alle Installazioni, tra Milano, Zurigo, Roma, Bologna, Trento e Parma, realizzando oltre 31 mostre internazionali e partecipando alle Biennali di Venezia e San Paolo del Brasile.
E’ stato colui che ha portato il movimento americano della Mail Art in Italia, fondando lo storico “C.D.O. International Mail Art Archives” di Parma negli anni ’70.
Nel 1982 scriveva il 1° “Manifesto Internazionale della Mail”, controfirmato da 24 mailartisti di varie nazioni del mondo, e “parallelamente” era pronto – in uscita – il primo libro in Italia sul fenomeno della Mail Art: “Sotto il segno della mailart” (vent’anni di comunicazioni artistiche: 1962-1982), a cura di Romano Peli e Michaela Versari.
Dopo l’esperienza della Mail Art (in particolare negli anni 1977-1984), vanno ricordate le principali opere di Peli a Parma, città dove ha maggiormente vissuto: di quegli anni i “Felt-Games” (1985), “Dal futuro, verso il Presente e Passato” (1989), “Profondamente e verde” (1991), “Colours” (1993), con importanti mostre personali quali “Futuribilità” (Parma, 1988), “Nuova oggettità dell’arte” (Faenza, 1994), “Episodica” (Parma, 1995) e la partecipazione a “Electronica” (Bologna, Premio “G.Marconi” 1992). Tra gli ultimi anni parmensi e il ritorno nel 2000 nella città ravennate era al lavoro a una nuova installazione: “Jungle Stellari”.
Negli ultimi anni aveva abbandonato l’attività artistica anche e definitivamente a causa della malattia di Parkinson.
Restano le sue innumerevoli opere d’arte in campo pittorico e non solo, sparse in Italia e nel mondo (Svizzera, Francia, Svezia, Giappone, Australia e Jugoslavia) che lasciano un segno indelebile nella storia dell’arte del secondo Novecento, come confermato anche dalle recensioni di innumerevoli “nomi” del mondo dell’arte tra cui, solo per citarne alcuni, Adriano Spatola, Renato Barilli, Enzo Minarelli, C.A. Quintavalle, Michele Perfetti, Vanni Scheiwiller e Francesco Vincitorio.
Il funerale sarà mercoledì mattina alle 10.30 nella Basilica di Santa Maria in Porto.