Entrambi sono finiti in manette. In casa i militari hanno ritrovato e sequestrato anche un bilancino di precisione e 2.800 euro in contanti

I Carabinieri della Compagnia di Cervia – Milano Marittima, nel corso della scorsa settimana, hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa e due arresti per detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, i militari della Stazione di Cervia, unitamente al personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di Milano Marittima, hanno dato esecuzione al provvedimento con cui il GIP ha sostituito la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa con la custodia in carcere.

Il destinatario è stato un cittadino tunisino di circa 30 anni che, nei giorni precedenti, si era presentato davanti l’abitazione di una sua conoscente per chiarire alcune vicende. Nell’occasione era stato immediatamente arrestato dai Carabinieri per la violazione della prescrizione imposta dal giudice. Contestualmente all’arresto era stato segnalato il mancato rispetto del divieto di avvicinamento imposto dal GIP che, su richiesta, ha ordinato l’aggravamento del provvedimento cautelare.

Tuttavia i carabinieri, prima di procedere alla notifica del provvedimento e alla traduzione in carcere, dato lo strano nervosismo mostrato, hanno deciso di effettuare una perquisizione dell’abitazione del cittadino extracomunitario. Con lui, all’interno dell’appartamento, vi era la moglie, una donna italiana. All’esito della perquisizione i militari hanno rinvenuto, nel reggiseno indossato dalla donna, un involucro di cocaina di grammi 20; nascosti negli anfratti del divano 3 grammi di cocaina e 3 bustine di MDMA, sostanza stupefacente venduta soprattutto in discoteca. Inoltre all’interno dell’abitazione sono stati ritrovati un bilancino di precisione e 2.800 euro in contanti. Sia lo stupefacente che il denaro contante sono stati sottoposti a sequestro.

Ambedue le persone sono state arrestate e tradotte presso le case circondariali di Forlì e Ravenna.

Il giudice dopo aver convalidato l’arresto ha disposto che la donna venisse tradotta presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, mentre l’uomo si trova tutt’ora in carcere.