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Il Consiglio di Stato ha ordinato una perizia sul distanziometro previsto per sale giochi e scommesse di Bologna, Ravenna e Riccione

Il Consiglio di Stato ordina un approfondimento istruttorio sul distanziometro previsto per sale giochi e scommesse di Bologna, Ravenna e Riccione. La novità, come riporta Agipronews, emerge dalle tre ordinanze pubblicate nei giorni scorsi da Palazzo Spada relative agli appelli di tre operatori del settore, rappresentati dall’avvocato Cino Benelli.

Al centro della questione c’è ancora una volta la norma sulla distanza minima contenuta nella legge regionale dell’Emilia Romagna contro la ludopatia, che prevede almeno 500 metri tra le attività di gioco e luoghi sensibili come scuole e chiese. In primo grado, il Tar emiliano aveva confermato la legittimità della norma, affermando che alle sale giochi è concessa la possibilità di trasferirsi in altre zone, per quanto limitate. Un punto su cui il Consiglio di Stato ha però ordinato la perizia, affidata al Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano.

L’obiettivo è verificare se il criterio della distanza «determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale delle sale gioco e delle sale scommesse». Inoltre, dovrà essere chiarita «quale sia la percentuale di territorio in cui tale preclusione verrebbe ad operare». Per quanto riguarda la possibilità di delocalizzare le attività, è necessario capire se la disciplina consenta «il trasferimento e la prosecuzione in altro sito idoneo, contestualmente ad analogo trasferimento da attuarsi da parte degli altri operatori economici destinatari del medesimo divieto di legge». Il Politecnico avrà tre mesi di tempo per depositare la perizia, mentre la prossima udienza sul caso è stata fissata il 20 ottobre 2022.